Porto Marghera si candida ufficialmente a diventare il primo polo europeo per lo stoccaggio e la gestione delle materie prime strategiche. Il progetto, sostenuto dalla Regione del Veneto e attualmente al vaglio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, punta a centralizzare l’approvvigionamento di risorse cruciali come le terre rare, componenti indispensabili per i settori dell’elettronica, dell’energia e per i processi di transizione tecnologica.
L’iniziativa mira a garantire la sicurezza delle forniture per il sistema produttivo nazionale, inserendo l’area veneziana all’interno delle nuove filiere industriali europee. La scelta di Porto Marghera come sito logistico si basa sulla disponibilità di infrastrutture consolidate e aree industriali già predisposte per nuovi insediamenti.
Un ruolo tecnico fondamentale è svolto dalla Zona Logistica Semplificata Venezia-Rovigo, che nel corso del 2025 ha registrato un incremento di nuovi insediamenti e un potenziamento delle reti logistiche. Ad agevolare l’operazione contribuisce inoltre il credito d’imposta nazionale di 300 milioni di euro, destinato a favorire gli investimenti in asset strategici sul territorio. L’obiettivo tecnico della proposta è definire in tempi brevi un piano progettuale da presentare in sede comunitaria per l’istituzione ufficiale dell’hub.
