Amare la propria terra e pregare per non essere sconfitti dall’odio. Sono le parole pronunciate dai giovani palestinesi e ucraini e riprese dal Patriarca Francesco nel corso dell’incontro tenutosi oggi in palazzo patriarcale.
L’occasione è il secondo gemellaggio con giovani provenienti dalla Palestina e dall’Ucraina. Tra lunedì 13 e martedì 14 ottobre sono giunti 46 ragazzi ed accompagnatori dalle zone più calde dell’Ucraina e 17 ragazzi palestinesi.
A promuovere il tutto la Rete per la Pace della Riviera del Brenta, un coordinamento spontaneo che comprende numerose associazioni, di ispirazione cattolica e non, che ha organizzato anche quest’anno l’iniziativa.
Nel pomeriggio di mercoledì 15 l’incontro con mons. Moraglia. Ascoltati i loro saluti, il Patriarca ha sottolineato due espressioni usate dai giovani: «Sono due parole che dicono la drammaticità delle situazioni che vivete, ma anche la speranza che vi accompagna. Avete detto “amare la propria terra, volerle bene ed essere attaccati ad essa” e poi avete parlato di preghiera, perché la preghiera ci aiuta a non essere sconfitti dall’odio».
Sottolineando queste parole, il Patriarca lancia un invito agli ospiti: «Voi dovete essere ragazze e ragazzi di speranza. E la giustizia va ribadita: serve la giusta pace. E va affermato il diritto alla propria terra e a vivere come popoli liberi che scelgono il proprio futuro. La guerra è odio e riuscire a non odiare, amando e volendo la giustizia, la propria terra e il proprio popolo, sconfigge chi vuole renderci prigionieri dell’odio».
