«Mi raccomando, Lisa, bisogna lottare sempre. Tutto il mondo della scherma è con te». Parole racchiuse in un video che Filippo Macchi, schermidore specializzato nel fioretto, due volte medaglia d’argento alle Olimpiadi di Parigi 2024, ha voluto inviare a Lisa Righi, la quindicenne veneziana vittima di un terribile incidente stradale ad agosto dell’anno scorso, mentre stava rientrando da una gara, oggi ricoverata all’ospedale San Bortolo di Vicenza.
La sua vicenda ha colpito davvero tutti, mondo dello sport compreso, tanto che in queste settimane si è venuta a creare una catena solidale incredibile, che finora ha portato a raccogliere 95mila euro da destinare all’acquisto di due macchinari che potranno aiutare Lisa nel suo percorso di recupero motorio. Una strumentazione tecnologicamente avanzata che resterà poi al nosocomio vicentino per poter sostenere in futuro, nella riabilitazione, altri pazienti.
Ti vogliamo bene, un abbraccio grande», conclude Macchi nel suo videomessaggio, esprimendo tutto il proprio affetto per una giovane promessa della scherma che sta portando avanti una battaglia per la vita, sorretta dall’amore incondizionato di mamma Claudia e papà Marco e delle tante persone che, pur non conoscendola, appena venuti a conoscenza della sua storia hanno deciso di sostenerne la causa. I genitori di Lisa hanno infatti lanciato una raccolta fondi attraverso la piattaforma GoFundMe, chiarendo fin dal primo giorno che ogni euro raccolto sarebbe andato a coprire le spese dei due macchinari ordinati per aiutare la figlia nel suo percorso di recupero. Ad oggi la parte destra del corpo di Lisa – in modo particolare il braccio e la mano – non rispondono più come prima. L’obiettivo dei 100mila euro è ormai vicino, reso possibile grazie alla grande generosità di tante persone: la comunità veneziana in primis, ma anche dell’Italia tutta, poiché quanto successo alla giovane ha toccato il cuore di ognuno.
«Sembrava non ci fosse più nulla da fare – riflette don Roberto Donadoni, parroco della comunità marciana, da agosto scorso, da quando Lisa è stata portata nella terapia intensiva dell’ospedale di Treviso in coma, rimasto sempre accanto alla famiglia –. I medici dicevano che non si sarebbe più risollevata, e invece. Vado da lei periodicamente e ho potuto constatare dei miglioramenti concreti». C’entra certamente la medicina e il fondamentale supporto dello staff medico, ma c’entra anche – tiene a sottolineare il parroco – la fede grande di mamma e papà, insieme alle tante preghiere rivolte alla loro figlia. In uno dei momenti più complicati, il Patriarca Francesco Moraglia si era collegato in video con la terapia intensiva di Treviso, affidando la giovane all’intercessione di Papa Luciani. (M.G.)
