Il 3 novembre scorso è mancata Emma Pelosato vedova Melato. Aveva 107 anni, era di Oriago ed era la cittadina più anziana nel Comune di Mira.
Era nata nel 1919 a Oriago, dove è sempre vissuta. In un’intervista a GV tre anni fa ricordava quando, da bambina, andava a pescare le “moeche” poco lontano da casa e poi, ancora prima, i tempi dell’asilo dalle suore che insegnavano belle poesie e organizzavano delle recite con premi in caramelle e mandarini. Poi i giochi con le amiche come quello dei bottoni, sottratti di nascosto alle mamme: veniva tracciata per terra una linea e chi si avvicinava di più vinceva tutti i bottoni.
Poi, verso i 14 anni, volendo essere di aiuto alla sua famiglia, si era trovata un lavoro a Venezia presso l’albergo ristorante Seguso alle Zattere, dove iniziò in cucina per poi rendersi sempre più utile: la chiamavano “la pastorella” per via delle trecce che portava. Sempre gentile e attenta ai clienti, veniva salutata con deferenza da questi anche quando la incontravano per le calli “togliendosi il cappello”, precisava Emma con una punta di soddisfazione. Quindi l’incontro col suo Rinaldo che non perdeva una festa, una domenica, per andare a salutarla. Quindi il matrimonio a 27 anni, due figli, Annamaria e Francesco, sempre tanto lavoro, e una vita serena che le ha permesso di valicare agevolmente il secolo, fino ai 107 anni compiuti nel gennaio scorso.
Quando le si chiedeva qual era il segreto della sua longevità, rispondeva che era stato il lavorare sempre fin da piccola quando a dieci anni, per aiutare la famiglia, andava dai contadini vicini per fare dei lavoretti; oppure quando andava a raccogliere il radicchio selvatico nei campi con ai piedi le “sgalmare”, zoccoli con la suola di legno ricoperti di cuoio in cui la mamma metteva un po’ di paglia per farla stare al caldo.
I funerali di Emma Pelosato Melato vengono celebrati venerdì 6 alle ore 14.30 nella chiesa di San Pietro di Oriago; la salma sarà poi tumulata nel cimitero di Gambarare.
