Nella celebrazione di insediamento, domenica 27 settembre, come parroco delle comunità di Santa Maria della Pace e Corpus Domini, don Marco Scaggiante ha voluto condividere con i fedeli un ricordo personale che lo lega da tempo a queste parrocchie. Era infatti un ragazzo di terza media quando, agli inizi del suo cammino in seminario, partecipò nella chiesa di Santa Maria della Pace alla prima Messa dopo l’ordinazione sacerdotale di don Natalino Bonazza. Quel percorso vocazionale, che ha descritto come una “montagna difficile da scalare”, lo ha accompagnato fino al sacerdozio.
A distanza di quarant’anni, don Marco si ritrova oggi nella stessa chiesa per un nuovo inizio. Richiamando ancora l’immagine della montagna, definisce questo momento come un “tornante”, una svolta significativa del proprio cammino che lo conduce a diventare guida delle due comunità parrocchiali.
Nel suo intervento ricorda con gratitudine i sacerdoti che lo hanno preceduto sia a Santa Maria della Pace sia al Corpus Domini.
uardando al nuovo anno pastorale, don Marco ha annunciato il desiderio di dedicare una particolare attenzione alla riscoperta del Battesimo, anche in vista dell’anno marciano. Ha sottolineato come la missione della Chiesa sia insieme quella di evangelizzare e di lasciarsi evangelizzare.
Al centro della sua riflessione pone l’Eucaristia, indicandola come il cuore della vita cristiana e comunitaria. Invita a viverla attraverso due dimensioni fondamentali: la partecipazione alla celebrazione eucaristica e l’adorazione. «Ciò di cui abbiamo bisogno», afferma, «è mettere l’Eucaristia al centro della nostra vita». Questo, spiega, rappresenta il dono e la missione che gli sono stati affidati e che desidera vivere insieme alla comunità.
Riprendendo infine le indicazioni emerse dal Sinodo, don Marco richiama i valori della condivisione e della corresponsabilità, ricordando come il sacerdote non cammini mai da solo, ma insieme alla sua comunità. Con un’immagine significativa, aggiunge che il pastore è chiamato a stare anche un passo indietro per procedere al ritmo dei più fragili, dei poveri, degli anziani e dei giovani. Conclude esprimendo il desiderio di intraprendere questo nuovo cammino insieme alle comunità di Santa Maria della Pace e Corpus Domini, nella fiducia e nell’ascolto reciproco.
Altri infine sottolineano come la celebrazione di insediamento sia apparsa non solo come l’arrivo di un nuovo parroco, ma come un’occasione per l’intera comunità di rinnovare la propria disponibilità a camminare insieme. Un invito raccolto sia dalle parole di don Marco sia da quelle del Patriarca Francesco: guardare al futuro con fiducia, nella consapevolezza che, come è stato ricordato durante il rito, le persone passano, ma la Chiesa continua il suo cammino sostenuta dalla fede, dall’Eucaristia e dalla corresponsabilità di tutti i battezzati.
Chiara Bertolini
