Tra aprile e giugno 2026 il lavoro dipendente in Veneto ha registrato un bilancio ampiamente positivo, con un guadagno di 51.800 posizioni lavorative. I dati, diffusi dal report Il Sestante di Veneto Lavoro, confermano la tenuta dell’occupazione regionale, pur evidenziando ritmi di crescita più contenuti e cauti rispetto ai picchi del post-pandemia.
A fare da traino principale è stata l’estate e la stagione turistica: il settore dei servizi ha infatti generato oltre 72 mila posti, concentrati in larghissima parte nel lavoro a tempo determinato (+41.600 contratti). I contratti a tempo indeterminato continuano a crescere (+5.000), ma a ritmi più frenetici e prudenti rispetto al passato. Questo andamento risente sia dell’incertezza economica generale, sia delle persistenti difficoltà delle aziende nel reperire personale qualificato.
Sotto il profilo dei settori e delle professioni, l’agricoltura e l’industria mostrano segnali di ripresa rispetto all’anno scorso, segnando rispettivamente +6.000 e +4.000 posizioni lavorative.
La mappa dell’occupazione evidenzia chiaramente l’impatto della vocazione turistica del territorio:
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Venezia e Verona: trascinano l’intera regione, rispettivamente con +30.800 e +15.800 posti di lavoro.
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Rovigo e Belluno: tengono bene la rotta, grazie soprattutto all’apporto del comparto agricolo.
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Padova e Vicenza: mantengono un saldo positivo, seppur inferiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente.
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Treviso: risulta l’unica realtà provinciale a registrare una lieve flessione.
Nel complesso, la fotografia scattata dall’Istat per il secondo trimestre 2026 conta in Veneto circa 2,2 milioni di occupati (di cui 1,8 milioni dipendenti) e un tasso di disoccupazione che si attesta su livelli molto bassi, pari al 3,2%, con un tasso di occupazione generale al 61,3%.
