«Siamo un’associazione di volontariato, la più grande associazione del dono in Italia – solo noi nella provincia di Venezia contiamo 26mila soci donatori – e quindi abbiamo come obiettivo aiutare le persone: questo progetto non è altro che questo». È con questa convinzione che Avis provinciale di Venezia da un anno ha aperto le proprie porte, come racconta il presidente Fabio Reggio (in carica dal febbraio 2024), a dei soggetti avviati a lavori socialmente utili, che sono stati resi dalla Riforma Cartabia del 2022 una pena sostitutiva delle pene detentive brevi per reati minori.
«L’anno scorso una persona ci ha contattato per chiedere se fosse possibile fare la messa alla prova da noi, ma allora non avevamo la convenzione (che era stata siglata a livello nazionale). Così, ci siamo mossi e la macchina è partita: sentiti Avis nazionale e Ministero della Giustizia, la convenzione è stata attivata».
Il progetto, in merito al quale qualcuno all’inizio aveva manifestato delle riserve, relativamente alle mansioni da affidare, ad un anno di distanza può dirsi ben avviato. Diverse sono le persone che sono state coinvolte: già in sei hanno finito il percorso ed altri otto sono tuttora coinvolti, «e ne stanno arrivando altri!». La procedura è semplice: l’avvocato prende contatti con Avis, che poi, con il coordinamento dell’Uepe, l’Ufficio interdistrettuale per l’Esecuzione della Pena Esterna, organizza un colloquio «in cui iniziamo a conoscerci. Io non chiedo mai il reato commesso» confida Reggio «ma ho constatato che le persone si aprono spesso presto. E io sono proprio fiero del fatto che, una volta finito, continuano a fare i volontari o diventano donatori: insomma, restano con noi!». C’è chi lavora nelle segreterie centrali degli uffici, chi affianca i volontari negli eventi promozionali nelle scuole e nei banchetti nelle strade e chi va nei centri di raccolta. «È soprattutto in questi ultimi che ci sono i momenti di più grande umanità: solo fino ad una certa ora ci sono le donazioni, poi iniziano le trasfusioni ai pazienti, che sono sempre delicate».
Infine, ci tiene a dire Fabio Reggio «ringrazio Avis Comunale di Venezia, con il suo presidente Raniero Colombo, Avis di Maerne, con la presidente Gianna Moras, Avis di San Donà con il Presidente Giovanni Laviola e quella di Dolo-Riviera con il presidente Roberto Mazzetto, perché sono le comunali più coinvolte, anche perché tra le più grandi, nel progetto. E sono sicuro che se ne aggiungeranno anche altre!».
Carlo Millino
