Dalla filosofia tra le sbarre ai disegni colorati per i figli che aspettano fuori; dai 4.500 volumi della biblioteca multilingue — con la speranza di arricchirla presto con testi in arabo grazie all’associazione “Un ponte per” — fino al volontariato attivo nelle feste cittadine. Senza dimenticare il dialogo con professori e giornalisti e la nascita del periodico “Ponti”, frutto di un laboratorio di scrittura. Da trent’anni, l’associazione “Il granello di senape” trasforma le carceri di Venezia in luoghi di possibilità e riscatto.
Oggi, 5 marzo 2026, per il trentesimo anniversario dell’organizzazione, è stato presentato un fitto calendario di nuovi progetti. Si parte il 15 marzo al Museo M9 di Mestre con il libro “Donne oltre il carcere”, sintesi di un lavoro decennale sull’emancipazione femminile, per proseguire il 16 marzo con un evento corale che riunirà tutte le realtà attive in istituto per celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

Il 10 aprile sarà invece il turno di “Svuota la vetrina”, un’iniziativa nata a Genova che approda a Venezia grazie alla storica libreria “La Toletta”. Il meccanismo è virtuoso: la libreria espone una selezione di titoli scelti dall’associazione; uno sponsor li acquista per un valore di 1.000 euro e i volumi vengono poi donati alla biblioteca del carcere.
Infine, lo sguardo si volge alle nuove generazioni con un progetto nelle scuole per abbattere i pregiudizi. L’iniziativa partirà dal Liceo Stefanini di Mestre: una classe quinta affronterà un percorso di sensibilizzazione sui comportamenti a rischio, che culminerà in un incontro diretto con alcuni detenuti del carcere maschile. Un modo per insegnare che la linea tra “dentro” e “fuori” è più sottile di quanto si pensi e che la prevenzione passa per la conoscenza.
