La drammatica alluvione del 4 novembre 1966 ha segnato una svolta nella storia di Venezia, dando impulso a una straordinaria mobilitazione internazionale. Particolare importanza fu attribuita al collegamento tra la conservazione del patrimonio culturale e la vita quotidiana dei suoi abitanti, alla rivitalizzazione del centro storico e allo sviluppo di Venezia come centro culturale internazionale.
Custodito presso l’Ufficio UNESCO a Venezia, il complesso archivistico, composto da progetti, documenti e fotografie, è stato trasferito presso il Centro Digitale della Fondazione Giorgio Cini che, nei prossimi due anni, ne curerà la digitalizzazione. Si tratta di circa 110.000 documenti relativi alla Campagna Internazionale per Venezia promossa dall’UNESCO tra il 1966 e il 1992 e al Programma congiunto UNESCO-Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia, attivo dal 1992 al 2015. L’archivio comprende, inoltre, la collezione fotografica del periodo 1970-2017, contenente circa 6.000 fotografie e materiali audiovisivi su diversi supporti.
La digitalizzazione permetterà di ampliare l’accesso a queste fonti, rendendo disponibile una documentazione fondamentale per ricostruire la storia dell’impegno da parte dell’UNESCO e della cooperazione internazionale per la salvaguardia di Venezia. I materiali saranno consultabili dalle istituzioni, dai soggetti che hanno contribuito alla tutela della città e da una più ampia comunità internazionale di studiosi e ricercatori.
La documentazione digitalizzata sarà progressivamente integrata nel sistema di descrizione archivistica AtoM (Access to Memory), adottato per la gestione, descrizione e consultazione delle risorse archivistiche. Le fotografie e i materiali audiovisivi saranno pubblicati e resi disponibili attraverso la piattaforma degli Archivi UNESCO, per favorirne la fruizione e garantirne una maggiore accessibilità.
Tale processo consentirà anche di valorizzare la documentazione archivistica relativa agli importanti progetti di restauro realizzati a Venezia, attraverso il riutilizzo creativo delle risorse digitali in nuove iniziative artistiche e narrative.
Il progetto “Preservare il patrimonio documentario, condividere la storia: accesso universale all’archivio digitalizzato dell’UNESCO sulla salvaguardia di Venezia” coinvolge studenti e 4 giovani borsisti in un’importante azione congiunta dedicata alla formazione di nuove figure professionali nel campo della digitalizzazione degli archivi, attività ormai consolidata nella programmazione del Centro Digitale della Fondazione Giorgio Cini.
Magdalena Landry, Direttore dell’Ufficio Regionale UNESCO a Venezia: «Gli archivi UNESCO non documentano soltanto gli interventi realizzati, ma permettono di ricostruire il ruolo delle donne e degli uomini, le decisioni, le conoscenze e le relazioni istituzionali che li hanno resi possibili. Preservare nel lungo termine questo patrimonio documentario e renderlo accessibile significa contribuire alla conoscenza storica, ma anche alla trasparenza dell’azione istituzionale.»
Gianfelice Rocca, Presidente della Fondazione Giorgio Cini: «Nel progetto avviato ora, la Fondazione, con il Centro digitale, mette a disposizione le sue competenze e i suoi laboratori oggi riconosciuti a livello internazionale. È un lavoro rivolto al futuro, un percorso in divenire, che apre a nuove generazioni di studiosi, nuove ricerche, nuove narrazioni. Un progetto che si offre alla comunità locale e internazionale e testimonia come gli archivi siano organismi vivi e strumenti necessari per capire il tempo presente.»
La Fondazione Giorgio Cini è nata nel 1951 con l’obiettivo di recuperare l’Isola di San Giorgio Maggiore e darle nuova vita come grande centro culturale. Questi due obiettivi hanno reso naturale una condivisione di intenti e un lavoro comune con un’istituzione come l’UNESCO. È significativo che oggi UNESCO e Fondazione Giorgio Cini, storicamente legate dal comune intento di promuovere la vitalità culturale della città, collaborino nuovamente per rendere accessibili le fonti attraverso le quali la salvaguardia di Venezia può essere ricostruita.
(Fotografia Luigi Bortoluzzi detto Borlui)
