Dopo il pensionamento del dottor Maurizio Volo e la rinuncia all’incarico del collega Christian Stocco, rimangono solamente tre medici di medicina generale definitivi nel territorio di Sant’Elena e sestiere di Castello, di cui nessuno con posti disponibili per nuovi pazienti.
L’Ulss 3 ha rinnovato per ulteriori tre mesi il contratto degli ambulatori in cui tre medici di continuità assistenziale, da giugno, si turnano nell’ambulatorio vicino a via Garibaldi e in quello a Sant’Elena.
Eppure, secondo alcuni cittadini, questo servizio non è sufficiente: «I tre medici presenti nell’ambulatorio di Castello non riescono a fornire sempre delle risposte, perché sono sovraccarichi di lavoro, dato l’elevato numero di pazienti in attesa di un nuovo medico di base – dichiara Michele De Col, consigliere della Municipalità di Venezia, Murano e Burano – e si rischia che i pazienti debbano rivolgersi ai Pronto Soccorso, sempre in sofferenza e in particolar modo durante il periodo estivo».
Il disagio per i lunghi tempi di attesa per un nuovo medico di base si aggiunge, secondo De Col, ad altre criticità legate alla sanità pubblica: «A Castello c’è attualmente un solo infermiere di famiglia, a fronte di una popolazione che presenta 206 ultranovantenni e numerosi pazienti che hanno bisogno di cure nelle proprie abitazioni. Abbiamo chiesto all’Ulss di attivare una convenzione con i taxi, per offrire corse notturne verso l’ospedale, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Faccio un appello al direttore generale dell’Ulss 3, Edgardo Contato, affinché venga a dialogare con i cittadini».
De Col segnala anche la preoccupazione da parte dei residenti per il futuro: «A causa dell’abolizione dello stradario, un medico di base non deve più necessariamente avere l’ambulatorio nella propria area di competenza. Speriamo, quindi, che il nuovo medico di base che verrà assegnato a Castello si insedi anche fisicamente in questa zona».
Un’altra fonte di preoccupazione è l’annuncio della riapertura del canale delle Galeazze all’Arsenale «perché pare, benché non sia stato ancora confermato, che ci sia l’ipotesi di far passare le attuali linee 4.1 e 4.2 dell’Actv proprio per quel canale, tagliando dunque fuori Sant’Elena e la zona di via Garibaldi. Ciò costituirebbe un serio problema soprattutto per raggiungere l’ospedale: gli abitanti delle due aree in questione si ritroverebbero infati senza nessuna corsa diretta. Sarebbero costretti a cambiare mezzo al Lido o all’Arsenale, oppure recarsi a piedi all’Arsenale da San Pietro di Castello».
In risposta alle crescenti preoccupazioni su quella che viene percepita in città come una insufficienza di medici di medicina generale, l’Ulss 3 ricorda che sono presenti 41 medici di base tra centro storico e isole. Dato che sono 59.436 gli abitanti sopra i 14 anni in quest’area, in media ogni medico ha 1400 pazienti (100 in meno del massimale a livello nazionale e 400 in meno rispetto a quello stabilito dalla Regione Veneto a partire dall’emergenza pandemica).
L’azienda sanitaria riferisce che a giugno di quest’anno i posti liberi rilevati per i medici del centro storico veneziano erano ancora 1630 e che per Lido e Pellestrina ce n’erano ulteriori 1140. Secondo l’Ulss, dunque, non occorre che la popolazione si allarmi ed è sbagliato, da parte di alcuni comitati, sindacato dei medici ed esponenti politici strumentalizzare una tematica delicata come quella della sanità pubblica. L’azienda, inoltre, sapendo che gli ambulatori non sono distribuiti uniformemente nel territorio, ma consapevole delle sue particolarità logistiche, si impegna per rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini: la continuità assistenziale a Castello, spiega l’Ulss, ne è un esempio.
E aggiunge che la dichiarazione di un sestiere o di un’isola come “zona disagiata”, chiesta da alcuni residenti, non risolverebbe il problema della distribuzione degli ambulatori e non sarebbe di alcun beneficio per i residenti.
L’Ulss 3 fa sapere che la campagna di reclutamento di medici del 2023 “Dottore, la città più bella del mondo ti aspetta” , ha già permesso la sostituzione di 10 medici pensionati fra il 2024 e il 2025 e consentirà altre sostituzioni nel futuro più o meno immediato: su 346 candidature pervenute da tutto il mondo, 30 medici sono risultati immediatamente idonei e altri sono in procinto di esserlo nel più lungo termine, in seguito al rilascio dei certificati di equipollenza di laurea e dei permessi di soggiorno. In tema di accessi al Pronto Soccorso, l’Ulss riferisce che non risultano carichi ulteriori dovuti agli utenti di Castello; e che di infermieri di famiglia ce ne sono 13 in tutto il centro storico, che coprono il territorio in base alle necessità. Infine il riferimento al tema dello stradario: è sempre l’Ulss a sottolineare come non c’entri, in quanto l’“area di competenza” è sempre stata, da normativa, l’intera Venezia estuario. Un medico di famiglia attribuito al centro storico può dunque, da sempre, decidere dove aprire l’ambulatorio entro tale territorio.
Camilla Pustetto
