Un sorriso e una parola buona per ogni persona che incontrava nel suo cammino. Profonda commozione al Lido ha suscitato la scomparsa di Angelina Vio Gervasutti, morta dopo essere stata investita da un furgone mentre, venerdì 31, stava attraversando la strada in via Sandro Gallo.
Aaveva 77 anni, lascia i figli Giorgia e Armando, mentre il marito Giorgio era deceduto nel 2012. Ex cassiera della “Standa” in Gran Viale, aveva lavorato anche alla cartoleria “Pietrobon” di campo Manin fino ad esserne responsabile. «Mia mamma era una persona amata e apprezzata da tutti – racconta il figlio Armando profondamente commosso – di una generosità incredibile. Faceva tante opere di bene per tutti, senza però voler mai apparire. Aveva molto a cuore i bambini. Ed era attenta ai piccoli gesti e alle cose umili al dettaglio: ad esempio quando rientravamo dalla montagna, tutto il vicinato doveva avere i biscotti comprati in montagna». Ma c’è un altro aspetto che Armando vuole sottolineare: «Era una persona estremamente precisa e rispettosa delle regole. Non attraversava mai fuori dalle strisce pedonali, lo ha insegnato anche a me». Venerdì, quando è stata investita mentre attraversava la strada, era appena scesa dall’autobus e stava rientrando a casa. In quel tratto di strada il limite di velocità massimo è di 30 chilometri all’ora.
Lorenzo Mayer
