Dal grigio anonimo della lamiera ai colori accesi della pop art. Per la prima volta nella sua storia, Venezia apre le porte alla street art applicata agli elementi dell’arredo urbano. Succede a Piazzale Roma, porta d’accesso automobilistica alla città d’acqua, dove lo street artist Mister Clay sta completando una vera e propria pacifica invasione: la metamorfosi di circa trenta contenitori per i rifiuti in altrettante piccole opere d’arte contemporanea.
Il progetto, nato da un’idea di Paola Mar, assessora alla promozione del territorio del Comune di Venezia, vede coinvolti in totale otto artisti. Sette stanno operando in varie zone della terraferma mestrina, mentre Mister Clay è l’unico presidio nel cuore del capoluogo lagunare. Un’operazione che ha superato anche i filtri della Soprintendenza ai Beni Culturali, la quale, dopo aver visionato i bozzetti, ha dato il via libera definitivo.

«Siamo davanti a un evento storico per Venezia», racconta Mister Clay durante una pausa dal lavoro, bomboletta alla mano. «Lo scopo è trasformare oggetti che siamo abituati a vedere come inestetici o tristi in punti luce, flash di colore capaci di trasmettere gioia e positività a chi passeggia o attraversa la città».
A caratterizzare i contenitori così rinnovati sono i personaggi simbolo di Mister Clay: gli “allucinati”, bizzarri uccellini dagli occhi spalancati sul mondo, immersi in paesaggi pop che ritraggono alberelli, lo skyline di Venezia e persino un esplicito omaggio calcistico al Venezia Calcio, richiesto a gran voce dai passanti. Ciascun pezzo richiede dalle tre ore a un’intera giornata di lavoro, per un totale di due settimane di cantiere a cielo aperto, il tempo necessario per tutta l’area di Piazzale Roma.
Il riscontro della cittadinanza segna un netto cambio d’epoca. «Vedo una reazione straordinariamente positiva», spiega l’artista. «Trent’anni fa le persone avrebbero gridato all’imbrattamento. Oggi il consenso è trasversale: piace ai giovani come agli anziani, e qualcuno mi ha detto che in città se ne sentiva proprio il bisogno». Un successo dovuto anche al superamento del vecchio concetto di “writing”: qui non si parla di tag o scritte calligrafiche sui muri, ma di una street art decorativa che dialoga con la pop art e si mette al servizio del decoro urbano.
L’avventura artistica non si fermerà. L’esperimento di Piazzale Roma, che segue i passati successi di via Piave a Mestre e di Zelarino, farà da trampolino di lancio per un appuntamento in galleria: dal 5 giugno inaugurerà infatti a Venezia una mostra collettiva in cui Mister Clay e gli altri sette artisti del progetto esporranno le proprie opere, portando tra le mura espositive lo stesso sapore colorato e visionario che in questi giorni sta ridisegnando il volto di Piazzale Roma.
Giorgio Malavasi
