Era iniziata come una missione accademica e si è trasformata, in questi ultimi giorni, in una storia di accoglienza e mobilitazione cittadina.
Grazie a un complesso percorso di ricongiungimento familiare, i due docenti dell’Università di Al-Aqsa arrivati a Venezia a ottobre, Alaedin Alsayed e Mahmoud Abu Aisha, sono finalmente riusciti a riabbracciare i propri cari, portandoli al sicuro lontano dalle macerie di Gaza.
L’arrivo delle famiglie ha innescato una vera e propria gara di solidarietà che ha coinvolto docenti, studenti di Ca’ Foscari e semplici cittadini. In pochissimo tempo si è attivata una rete spontanea per affrontare le sfide logistiche più urgenti: dal reperimento di abiti per tutte le età alla ricerca di alloggi pronti a ospitare nuclei numerosi. La mobilitazione ha dato i suoi frutti: la famiglia di Abu Aisha, con la moglie e due bambini di 4 e 9 anni, ha trovato casa al Lido di Venezia, mentre la famiglia di Alaedin Alsayed composta da sei persone (con i quattro figli di 10, 13, 15 e 18 anni), si è stabilita a Mestre. Sono sistemazioni non definitive, ma intanto una prima soluzione è stata trovata.
Le famiglie nei giorni scorsi avevano lasciato Gaza, di fatto senza alcun bagaglio, per questo era partita una raccolta solidale che in città ha coinvolto numerose persone, contattate anche tramite vari gruppi Whatsapp. Dopo aver fatto tappa da alcuni familiari in Giordania, martedì le due famiglie sono atterrate a Fiumicino per poi giungere a Venezia ricongiungendosi così ai rispettivi mariti e padri.
I due docenti sono Visiting Scholar presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea di Ca’ Foscari sotto la supervisione del professor Simone Sibilio. Entrambi provengono dall’Università di Al-Aqsa, l’Ateneo pubblico più grande della Palestina, oggi completamente distrutto dai bombardamenti.
Alsayed era Preside della Facoltà di Management and Finance e Abu Aisha era Coordinatore delle Relazioni Internazionali: il primo sta dedicando le sue ricerche sul divario tra formazione e mercato del lavoro, il secondo sull’innovazione aziendale. Ricerche che la guerra aveva interrotto.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto Iupals (Italian Universities for Palestinian Students), promosso dalla Conferenza dei Rettori Universitari, che a Ca’ Foscari vede protagonisti anche due studenti “degree seeker”, Silvia e Yazan, impegnati a terminare i loro percorsi magistrali.
«Ringrazio personalmente tutte e tutti coloro che si sono spesi e continuano a spendersi in un modo e nell’altro per questo risultato», ha commentato il prof. Sibilio che ha promosso la mobilitazione solidale insieme a Chiara Bonfiglioli. Il docente segnala che mancano ancora le due figlie maggiorenni di Alaedin, ma si spera di riuscire presto a far arrivare anche loro.
Serena Spinazzi Lucchesi
