Dal 19 al 22 marzo il Convitto Nazionale Marco Foscarini di Venezia ospiterà la dodicesima edizione del Foscamun, una delle più importanti simulazioni del lavoro delle Nazioni Unite in Italia. Studenti provenienti da 12 scuole di 8 Paesi in 4 diversi continenti si confronteranno su importanti temi di attualità, divisi tra differenti commissioni: dalla promozione della libertà nella ricerca scientifica agli aiuti umanitari nel confitto israelo-palestinese, dal diritto all’aborto ai diritti dei migranti e dei rifugiati, dalla guerra in Ucraina al contrasto di organizzazioni terroristiche e criminali, passando anche per la garanzia di accesso all’acqua potabile nei territori a rischio.
Più di 400 ragazzi dialogheranno in inglese, francese o spagnolo, mettendo alla prova la propria abilità linguistica. Ma il vero fulcro del progetto è lo sviluppo dell’arte della diplomazia in un’ottica di cittadinanza attiva. Infatti, benché si tratti di una simulazione, il Foscamun non è un esercizio di retorica fine a se stesso: «È un luogo di incontro tra culture, idee e prospettive diverse. Qui i giovani imparano a confrontarsi con problemi concreti e a collaborare per costruire soluzioni condivise. È un percorso di crescita che prepara al dialogo e alla cittadinanza attiva» dichiara Irene Pellegrini, Segretaria Generale di Foscamun 2026. «Gestire un evento di questa portata significa assumersi responsabilità reali, imparare a coordinare un team e sviluppare capacità di leadership. Il nostro obiettivo è rendere Foscamun sempre più aperto, coinvolgente e significativo per tutti» concorda Anna Giacon, Direttrice dell’Organizzazione. «Oggi più che mai, il confronto e la ricerca di soluzioni condivise sono essenziali per affrontare le sfide globali. La diplomazia non è solo prerogativa dei governi, ma una competenza che deve essere coltivata sin dalla giovinezza. Il Mun offre ai giovani la possibilità di vestire i panni dei Delegati delle Nazioni Unite, immergendosi in negoziazioni, risoluzioni di crisi e costruzione del consenso su questioni cruciali come i diritti umani, il cambiamento climatico e la sicurezza internazionale» afferma Ronel Yehoshua Shriki, Vice Segretario Generale.
