Torna la festa di Santa Lucia, a conclusione di un Giubileo nel segno della speranza. «Nelle giornate del 12, 13 e 14 dicembre – spiega don Gianmatteo Caputo, rettore del santuario intitolato proprio alla martire siracusana, con sede a Cannaregio, dove sono custodite le sue spoglie – il Patriarca Francesco ha deciso di concedere alla chiesa il riconoscimento di stazione giubilare, affinché tutti coloro che lo desiderino possano ottenere l’indulgenza plenaria».
Giornate che ci faranno sentire «come la luce che Lucia porta al mondo, che è quella di Cristo che viene nel mondo. Un tema legato all’Avvento, come pure alla speranza che il Giubileo ha voluto accendere per l’umanità intera». Fino a giovedì 11 il santuario è aperto dalle 9.30 alle 17, mentre da sabato 13 l’accesso a pellegrini e fedeli sarà garantito già dalle 7.30, fino alle 20. «Dal giorno della festa di Lucia – annuncia don Caputo – torneremo a sentire il suono delle campane del santuario, con cadenza regolare. Da oltre dieci anni erano state silenziate». Dopo l’intervento di restauro conservativo messo a punto, si tornerà dunque a sentirne la “voce”. Festa di Lucia, Avvento e Giubileo: queste le tre dimensioni che accompagneranno le celebrazioni. Venerdì 12 la Messa della Collaborazione pastorale che riunisce le comunità di Cannaregio della zona, con al termine la benedizione eucaristica. Mentre il giorno dopo si entrerà nel vivo dei festeggiamenti, con celebrazioni previste alle 8.30, alle 10, alle 11.30 e alle 13 (per i sanitari, gli ottici, gli optometristi e i tecnici che alleviano i problemi della vista; alle 15 (con Messa animata dal Movimento apostolico Ciechi, dedicata agli ipovedenti e a chi soffre di malattie agli occhi) e alle la Messa solenne 18 presieduta dal Patriarca.
«Saranno presenti le Scuole Grandi cittadine, il coro diocesano e la comunità del Seminario. Giornate in cui sarà possibile accostarsi al sacramento della confessione: dal 12 al 14 verranno a dare una mano anche i Carmelitani Scalzi», illustra don Caputo, spiegando che, dal punto di vista civile, il santuario è ormai pronto a diventare effettivamente tale, con una vocazione alla spiritualità, preghiera e incontro. La pratica è già stata avviata e si sta attendendo il decreto da parte della Prefettura. Se sabato, alle 17, sarà il momento del Santo Rosario, alle 20 della preghiera di compieta. Domenica 14 la chiusura sarà affidata, alle 17.30, al coro Voci d’Oltrefiera di Treviso, con un concerto in onore della Santa il cui corpo, l’anno scorso, a conclusione della festa era stato trasferito in Sicilia, aprendo ufficialmente l’anno giubilare nella diocesi di Siracusa. «Chi ha difficoltà motorie – conclude – avrà la possibilità di accedere al santuario dall’ingresso con affaccio sul rio, dov’è presente una rampa». (M.G.)
