Era il 15 dicembre del 1975 quando Gianni Pitteri, ventottenne con la passione fin da bambino per la pasticceria, settore in cui aveva iniziato a lavorare a partire dai 12 anni, inaugurava lungo la Strada Nova la pasticceria che porta il suo nome. La Pasticceria Pitteri, una delle poche ultime ad aver mantenuto nel tempo gli stessi gestori, lunedì ha festeggiato il 50° compleanno. «Piano piano siamo andati avanti e siamo arrivati a 50 anni!», commenta oggi raccontando che all’epoca gli era piaciuto il posto, corteggiando fino a riuscire a rilevarla il proprietario dell’allora pasticceria Vittoria, in attività da mezzo secolo, che gli disse: “Questa sarà la tua fortuna”. E così è stato, nonostante e grazie al duro lavoro. Da allora fino ad oggi Pitteri continua a lavorare nel laboratorio, non più le 15 ore di un tempo, perché oggi la tecnologia aiuta, ma 7-8 sì, affiancato dal nipote Elia Girani, figlio di sua figlia Deborah che invece lavora al banco con la figlia (di lei) Gioia. In laboratorio c’è anche la compagna di Elia, Cristina, e altri due dipendenti.
In questo mezzo secolo molte cose sono cambiate: «Una volta c’erano più veneziani. Quando ho cominciato io nel ’75 non si passava neanche in Strada Nova da tanta gente veneziana c’era, quando a Venezia gli abitanti erano 170-180 mila, adesso ce ne sono tanto tanto meno; la clientela è più turistica», dice Gianni e Elia aggiunge: «Sono con il nonno da 16 anni e ho visto come è cambiata la clientela: un tempo, almeno fino a prima del Covid, le famiglie la domenica venivano ad acquistare dolci e paste, adesso invece le persone si sono spostate da Venezia e a frequentare la pasticceria, oltre ai clienti storici che tutti i giorni vengono da 50 anni, qualcuno fin dal primo giorno, sono prevalentemente turisti».
Se anche la tipologia dei dolci è cambiata per adeguarsi alla clientela, per cui i prodotti secchi, più adatti ai turisti di passaggio, hanno sostituito quelli a base di creme, quello che non è cambiato è il dolce simbolo della pasticceria: la “Torta veneziana al pistacchio” con una base di marzapane e all’interno del prosecco, creata da Gianni negli anni ’90: «È il nostro cavallo di battaglia, la produciamo solo noi», dice Elia.
Elia, che ha oggi 28 anni come il nonno quando ha aperto la sua pasticceria e che ha cominciato a dargli una mano dopo le lezioni a scuola da quando aveva 12 anni, non solo si propone di festeggiare il centenario dell’attività, ma sogna anche di ampliarla aprendo almeno un altro punto vendita in centro storico e magari, considerando la tipologia di dolci freschi che piace fare a lui, andare anche verso la terraferma dove, con una clientela non turistica potrebbe «continuare la tradizione, ma anche sperimentare quello che è il presente e il futuro della pasticceria in evoluzione costante».
Carlotta Venuda
