L’obiettivo è trasformare il tempo della pena in un percorso di riscatto e dignità, portando istruttori qualificati, attrezzature e programmi di allenamento strutturati all’interno dell’istituto penitenziario maschile veneziano. In un contesto spesso segnato dal sovraffollamento e dalla sedentarietà forzata, l’attività fisica diventa così molto più di un semplice passatempo: è uno strumento fondamentale per abbattere lo stress, prevenire i conflitti e restituire equilibrio a chi sta cercando di ricostruire il proprio futuro. La raccolta fondi lanciata dall’associazione “Il granello di senape” va proprio in questa direzione, alla luce del successo riscontrato dal primo ciclo d’incontri proposto nella Casa circondariale di Santa Maria Maggiore la primavera scorsa in stretta sinergia con il presidente del Cus Venezia, Massimo Zanotto, affiancato da due professionisti nel settore.
«In quell’occasione – spiega Maria Voltolina, presidente dell’associazione che opera all’interno e all’esterno degli istituti di pena cittadini per favorire il reinserimento sociale dei detenuti e sensibilizzare sul mondo del carcere – abbiamo beneficiato di un bando regionale. È stata una bella opportunità per i ristretti, che hanno tanto bisogno di movimento, anche perché al momento a Santa Maria Maggiore i giovani sono molti. Quando è uscito il bando della Fondazione di Venezia dedicato alle fragilità, ho pensato che sarebbe stato interessante proporci con il nostro progetto, che vorremmo far partire a settembre e concludere a giugno dell’anno prossimo. Progetto a cui ha lavorato anche Zanotto e che abbiamo poi presentato alla Fondazione: lo ha finanziato in grossa parte e noi ne siamo contenti». “Il granello di senape” cerca comunque altri fondi preziosi da destinare all’iniziativa, anche perché andranno acquistate nuove attrezzature – chiaramente quelle consentite all’interno della Casa circondariale – per poter svolgere l’attività fisica, come nel caso dei tappettini da yoga (per chi volesse offrire il proprio contributo è possibile visitare il sito web “Rete del dono” e scrivere nel motore di ricerca “Il granello di senape”).
«Ogni anno partecipiamo al charity program della Venicemarathon – prosegue Voltolina – e anche per la prossima edizione avremo al nostro fianco i ragazzi di Stella Rossa Venezia, che correranno per l’associazione. Ci hanno già destinato un’importante donazione, di cui siamo grati. Il progetto dedicato all’attività fisica in carcere, che abbiamo chiamato “Corpo libero”, consisterà in incontri bisettimanali guidati dagli esperti del Cus. Contiamo di poter sfruttare anche gli spazi all’aperto, cosa tuttavia non semplice in termini di sicurezza. Il titolo scelto dà proprio l’idea di cos’è davvero la libertà: il fatto di allenare il corpo in maniera sana è sinonimo di tornare a volersi bene e di avere cura di sé. Un concetto che va ben oltre il metter su muscoli per una pura questione estetica. L’obiettivo è quello di proporre un’attività che aiuti a stare meglio non solo il corpo, ma pure la mente. In primavera hanno insegnato ai ristretti anche degli esercizi che possono essere svolti in spazi piccoli, come le celle. Alla teoria seguirà soprattutto tanta pratica; ne hanno bisogno, altrimenti trascorrere la giornata è dura». Voltolina ringrazia sin da ora quanti vorranno sostenere l’iniziativa e ricorda come l’associazione, oggi, stia restaurando la biblioteca e stia portando avanti il laboratorio di lettura e scrittura.
Nella foto Massimo Zanotto (primo da sinistra) davanti all’ingresso del carcere di Santa Maria Maggiore al termine di uno degli incontri tenuti in primavera in collaborazione con il Granello di Senape. In questo caso gli sportivi protagonisti sono stati il giocatore dell’Umana Reyer Carl Wheatle e Aglaia Pezzato, ex nuotatrice oggi nell’area comunicazione della società orogranata
