Nessuna offerta per l’acquisto dell’ex casa «Nicopeja» agli Alberoni, al Lido. Il bando del Demanio è andato, ancora una volta, deserto; per chi conosce l’area e la struttura — abbandonata e inutilizzata da anni — l’assenza di interesse non rappresenta una sorpresa. Nonostante la ricchezza degli spazi, che comprendono un grande giardino, terrazze, cucina, mensa, palestra e sale comuni, manca ancora una proposta pubblica credibile. Regione Veneto e Comune di Venezia non possono limitarsi a pubblicare bandi attendendo investitori: serve un progetto guida con obiettivi chiari.
«Servono strumenti adeguati, a partire dall’utilizzo di finanziamenti statali ed europei, senza escludere — anzi coinvolgendo — anche soggetti privati disponibili a investire in una concessione demaniale a forte valenza sociale», scrive il comitato che si batte per il riutilizzo dell’immobile. «L’ex Nicopeja potrebbe diventare un modello di co-housing intelligente: una parte destinata a mini alloggi indipendenti per anziani, l’altra per studenti, lavoratori e persone fragili. Una struttura capace di adattarsi anche stagionalmente, prevedendo un uso temporaneo estivo come ospitalità breve per famiglie a prezzi accessibili».
La proposta del comitato non punta alla vendita, ma a una concessione pubblica che mantenga la funzione sociale e garantisca investimenti e manutenzione. La ricaduta sulla comunità degli Alberoni sarebbe immediata: spazi comuni restituiti al paese, un vero centro civico, la possibilità di ospitare un ambulatorio medico e attività di riabilitazione sanitaria. Si tratterebbe di un’ospitalità non turistica, che eviterebbe di trasformare il territorio in un dormitorio o in un parcheggio diffuso, puntando esclusivamente sui mezzi pubblici e sulla mobilità sostenibile.
Lorenzo Mayer
