A Sacca Fisola, lungo il Canale della Giudecca, è stata completata un’opera d’arte urbana di 36 metri quadrati, intitolata L’eco del segno. Il murale, lungo più di nove metri e alto quasi quattro, rappresenta l’atto finale del progetto formativo Urban Art School, che ha coinvolto gli studenti delle classi seconde e terze (sezioni B e C) dell’Istituto Comprensivo Francesco Morosini di Venezia. L’iniziativa è stata finalizzata a connettere il mondo scolastico con i linguaggi delle culture urbane attraverso laboratori teorici e pratici.
Il percorso didattico è stato avviato con una lezione teorica sull’arte urbana e un itinerario guidato per le vie di Venezia, finalizzato a far scoprire agli studenti i graffiti storici della città. Successivamente, gli alunni hanno partecipato a laboratori pratici focalizzati sulla poster art e sulla tecnica del collage. I lavori e i disegni realizzati dai ragazzi all’interno della scuola sono stati poi elaborati e integrati nell’opera finale dall’artista argentino Pablo Pinxit, che risiede a Milano. Per l’esecuzione sul muro, l’artista ha utilizzato idropittura e bombolette spray, avvalendosi della tecnica dello stencil e dello spolvero, quest’ultima storicamente impiegata nella realizzazione degli affreschi.
Linda Tallone, responsabile dei progetti di innovazione sociale della Fondazione di Venezia, ha spiegato la genesi dell’iniziativa, definendola «un punto di partenza e non un punto di arrivo» e manifestando l’intenzione di «continuare a fare un museo diffuso a Sacca Fisola e andare a lavorare con altre scuole anche in altri territori veneziani, come Marghera e Mestre». Tallone ha inoltre precisato che il progetto ha visto la collaborazione interna di Carlo Bresciani e il coinvolgimento del curatore Christian Gancitano e dell’artista visivo veneziano Leone Solia.
Christian Gancitano ha contestualizzato l’intervento spiegando che l’arte urbana, evolutasi dalla street art degli anni Novanta, oggi collabora regolarmente con le istituzioni e con i territori. Gancitano ha inoltre sottolineato che per la composizione del murale è stata fondamentale la consultazione di testi specialistici sui graffiti storici veneziani, che rappresentano una peculiarità locale a causa dei vincoli monumentali del centro storico, dove le espressioni artistiche urbane contemporanee tendono a essere più effimere e basate su adesivi e poster.
La professoressa Lucia Spantinato, referente del progetto per l’istituto, ha evidenziato l’approccio attivo dei ragazzi, che non hanno subito passivamente le lezioni, ma si sono misurati direttamente nella produzione artistica, fornendo la base creativa per l’opera corale di Pablo Pinxit.
