Cento anni compiuti, ma con ancora la voglia, il coraggio, la determinazione, di raccontare, specie alle nuove generazioni, quanto è accaduto a lei, alla sua famiglia, e a milioni di ebrei, subito prima e durante la seconda guerra mondiale.
Olga Neerman ha incontrato giovedì 5 febbraio nell’auditorium della biblioteca di Oriago, gli studenti delle classi seconde della scuola media “Dante Alighieri”: un appuntamento nell’ambito de “Il giorno della Memoria”.
Olga Neerman era una ragazzina felice, che viveva al Lido, con la sua famiglia. Nel 1938, con l’emanazione delle Leggi sulla difesa della razza, tutto cominciò a cambiare: lei, come gli altri bambini ebrei, fu allontanata dalla scuola pubblica, perdendo anche le amiche più care, che volsero le spalle ad «una ebrea”. Contrariamente a quanto accadde per coloro che occupavano un posto “pubblico”, il padre riuscì a conservare il lavoro nella ditta in cui lavorava. Ma momenti ancora più bui giunsero con la guerra, soprattutto dopo l’occupazione tedesca dell’Italia, nel settembre del 1943. Anche i Neerman finirono nella “lista” degli ebrei da portare in campo di concentramento.
A salvare Olga e la sua famiglia furono quelli che essa chiama “vari angeli”, che dapprima avvertirono il padre del pericolo e poi aiutarono la famiglia a raggiungere l’altopiano di Asiago e a nascondersi in una baita isolata, senza acqua, luce, riscaldamento, dove i Neerman, grazie anche al silenzio degli abitanti della zona, riuscirono a sopravvivere sino alla Liberazione.
Nonostante i suoi cento anni, Olga Neerman continua a incontrare ogni anno centinaia di studenti, convinta che la conoscenza della Shoah rappresenti un pilastro educativo imprescindibile per la formazione di cittadini consapevoli, capaci di riconoscere il pregiudizio e difendere i diritti fondamentali della persona.
“Lo studio della storia e la conoscenza delle conseguenze dell’odio e dell’indifferenza – ha concluso l’assessore alla Cultura del Comune di Mira, Albino Pesce – contribuiscono a sviluppare veri e propri “anticorpi sociali” contro le discriminazioni contemporanee. Trasmettere la memoria è un dovere morale, affinché il sacrificio delle vittime non venga dimenticato e restino vivi i valori di pace, giustizia e convivenza civile”.
Gli studenti erano accompagnati dai docenti che hanno organizzato l’iniziativa e dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Adele Zara”, Angelina Zampi. La signora Neerman è stata accompagnata dalla vicepresidente dell’Associazione Figli della Shoah, Marina Scarpa Campos.
