“Per in cenacol adunarsi in luce vengon come quei dodici del Vangel, squarciato de la distanza il tenebroso vel – son Amici giunti da ogni contado, averli è come aver tratto in gioco il fortunato dado – fuggiti son gli anni di loro vita snella, e la smarrita età, ahi, più mai si rinnovella”. Degli anni trascorsi sui banchi del Cavanis, non si può proprio dire abbiano smarrito la poesia. Non certo Livio De Rossi, bancario (e poeta), autore dell’immancabile sonetto pre-rimpatriata, che sul gruppo whatsapp diffonde in versi anche gli auguri di Natale. Né Paolo Tedesco, già chirurgo ortopedico, o Paolo Pietrobon, docente, che la letteratura insegnata dal vecchio professore l’hanno imparata così bene da essere loro stessi diventati romanzieri. Quella speciale classe che diede la maturità nel 1965 presso il liceo classico veneziano, della maturità personale oggi ne fa un vanto, raggiungendo insieme il traguardo degli ottant’anni. Una festa consumata lunedì 20 aprile all’osteria Ai Veterani “con de le gioie de l’amicizia l’animo pregno” scrive Livio, ricordando che gli ex alunni, “prima che intervenga la damnatio memoriae, voglion di lor vita narrare le proprie storie”.
“Si ritorna sempre volentieri alla casa di Isa, l’amata osteria con cucina Ai Veterani di Piazza Ferretto, soprattutto per condividere momenti, ricorrenze o ricordi particolarmente significativi e rinnovare antichi patti di amicizia – racconta Bruno Scaramuzza, uno dei dodici, dirigente scolastico -. Qui si sono dati appuntamento i compagni della maturità liceale dell’Istituto Cavanis 1964/65, lo scorso anno per festeggiare il sessantesimo anniversario della maturità e quest’anno per brindare al traguardo dell’ottantesimo compleanno dei componenti del gruppo”. Impegnati a ricordare i bei tempi andati – “Dei Cavanis dico, in tempo antico, fonte di parole è il lor labbro che spande” – ci sono fra loro medici come l’endocrinologo Corrado Betterle, il cardiologo Renato Razzolini, il reumatologo Aldo Mazzucco, il radiologo Sergio Maluta, il neurologo Francesco Violante e poi ingegneri come Pierluigi Alessandri, manager come Enrico Giovene, avvocati come Mauro Pizzigati. Per dirla col consueto poemetto: “Ei son scrittor, del diritto cultor – e chi ingegner, che de l’ingegno fa mestier – ancor medici e docenti, che per fama i lor nomi si spandon a i quattro venti – e v’è pur anche l’infesto che or qui fa scrittura, bancario che di vostra fama si appropria facendone usura” chiosa Livio.
E in attesa della prossima cena tra ex compagni, già si prepara la poesia successiva: “Il «nunc dimittis» può non esser lontano, vien benevol a stringermi ancor la mano!”.
Maria Paola Scaramuzza
