L’11 e il 12 aprile tornano le giornate nazionali di sensibilizzazione “#Nonscuoterlo!”, iniziativa a cui aderisce l’Ulss 3 Serenissima per informare sui rischi della “Sindrome del Bambino Scosso” (Shaken Baby Syndrome). L’obiettivo è prevenire lesioni neurologiche gravi che possono colpire neonati e lattanti se scossi con violenza, una pratica che può causare danni motori, del linguaggio, epilessia, disabilità sensoriali o, nei casi più critici, il decesso.
Il rischio principale deriva dalla fragilità del collo dei neonati, che non permette ancora il controllo del capo, e dalla proporzione tra il peso della testa e il resto del corpo. Uno scuotimento brusco provoca il movimento del cervello all’interno della scatola cranica, determinando traumi irreversibili. Gli esperti sottolineano che il pianto prolungato e inconsolabile è una modalità di comunicazione comune nei primi mesi di vita e non indica necessariamente una patologia. Qualora il genitore avverta un eccessivo carico di stanchezza o stress, il consiglio clinico è di riporre il piccolo in un luogo sicuro, come la culla, e allontanarsi per alcuni minuti per recuperare la calma prima di tornare ad accudirlo.
In occasione della terza edizione della campagna, l’Ulss 3 ha pianificato diversi appuntamenti sul territorio per incontrare le famiglie:
- Centri Vaccinali: sono previsti momenti informativi durante le sedute vaccinali a Zelarino (7 aprile), Marghera (8 aprile) e Favaro Veneto (9 aprile).
- Stand informativo a Marghera: sabato 11 aprile, dalle 9 alle 12, in Piazza Mercato sarà presente una postazione con personale della Pediatria e dello Iaf. Per favorire l’inclusione, sarà attivo anche un servizio di mediazione linguistica in lingua bengalese.
- Ospedale dell’Angelo: per tutta la settimana, i reparti di Pediatria, Ostetricia e i servizi di Neonatologia saranno coinvolti in attività di sensibilizzazione con materiali informativi e allestimenti dedicati.
Durante gli incontri verrà distribuito anche il vademecum “Ca’ Bimbo”, prodotto dall’azienda sanitaria per la prevenzione generale degli incidenti in età pediatrica. In caso di dubbi persistenti o difficoltà nella gestione del pianto, i medici invitano i genitori a rivolgersi con fiducia al proprio pediatra di libera scelta o ai servizi di Pronto Soccorso.
