Il progetto di trasformazione della stazione di Venezia Mestre, presentato lunedì13 aprile presso l’auditorium del Museo M9, entra ufficialmente nella sua fase operativa partendo da un tassello fondamentale: i lavori per la stazione provvisoria. Una volta attivata la stazione provvisoria, inizierà la realizzazione delle fondazioni sui primi due marciapiedi e il varo della prima campata della piastra. Questo intervento è necessario perché, per far posto alla nuova struttura, saranno demoliti circa tre quarti dell’attuale fabbricato viaggiatori. Le funzioni primarie, i servizi e le aree commerciali verranno concentrati nell’unica porzione che resterà in piedi, quella sul lato Venezia Santa Lucia, che ospiterà i viaggiatori per circa tre anni, in attesa che la prima parte del nuovo edificio sia pronto.
L’opera di cui è stato presentato il calendario dei lavori non è solo un potenziamento ferroviario, ma un intervento di ricucitura urbana tra Mestre e Marghera. Il cuore del progetto è un nuovo percorso pedonale sopraelevato lungo 100 metri e largo 31, che scavalcherà via della Libertà. Questa “piastra di scavalco” sarà arricchita da ascensori, scale fisse e mobili per accedere direttamente ai marciapiedi ferroviari, aiuole, aree verdi, spazi commerciali e servizi per i passeggeri.
Venezia Mestre è attualmente la settima stazione italiana, con 15 milioni di passeggeri annui e circa 700 treni al giorno. Con il futuro collegamento ferroviario verso l’aeroporto, si stima che il flusso salirà a 20 milioni di viaggiatori, rendendo l’attuale impianto inadeguato.
L’intero cantiere avrà una durata stimata di circa cinque anni. I lavori procederanno in parallelo su due fronti: mentre verso Marghera si realizzerà la piastra di scavalco, longitudinalmente alla ferrovia verrà costruito il nuovo fabbricato viaggiatori a due piani.
Si prevede di varare circa due campate all’anno, è già stato allestito il campo base nello scalo ferroviario di via Trento-Trieste e sono in corso le attività propedeutiche per risolvere le interferenze. Entro il 2026 si concluderà la progettazione esecutiva e verranno avviati i lavori principali.
La trasformazione – prevedono i tecnici di Ferrovie dello Stato – richiederà alcuni sacrifici temporanei per la cittadinanza, l’accessibilità della stazione sarà inizialmente più limitata rispetto a oggi e la circolazione ferroviaria subirà modifiche e minime soppressioni per consentire l’avanzamento dei lavori in sicurezza.
Giulia Arcangeli
