Già cinquant’anni son passati da quando la macelleria Ciscutti in via Bissuola a Mestre ha iniziato la sua attività.
Nata infatti grazie a Vito e Franca esattamente il 26 febbraio 1976, (lì dove si trova ora, anche se all’inizio era più piccola) continua ancora oggi anche col figlio Riccardo che ha iniziato a lavorarci nel 1999, terminati gli studi, diventandone quindi il titolare nel 2016, consolidando così una bella tradizione di famiglia.
A dire il vero, Riccardo, già a sei anni, seduto su un alto sgabello nella macelleria, appoggiato ad un angolo del bancone, si divertiva a tagliare con un coltellino, per niente affilato, un pezzo di trippa che gli davano i genitori perché stesse buono mentre lavoravano. Ancora oggi ricorda come si arrabbiava perché quel benedetto coltellino, non tagliava nulla (…ovviamente!).
Anche se il lavoro dagli inizi è in parte cambiato perché le richieste della clientela si sono modificate, la famiglia Ciscutti continua giorno dopo giorno ad offrire prodotti di qualità. «Una volta – racconta Vito – si privilegiavano pezzi poveri come alette di pollo, fegatini che oggi non vengono più richiesti, se non su ordinazione».
«All’inizio questo lavoro – precisa Riccardo – era più veloce perché non c’erano tanti preparati da realizzare come oggi. La clientela da alcuni anni chiede polpette, spiedini di tutti i tipi, involtini, arrosti già pronti all’uso per il poco tempo da dedicare alla cucina. Da noi continua anche la richiesta del lesso, dello spezzatino, delle bistecche perché abbiamo una clientela che ancora chiede e apprezza certi tagli di carne che cerchiamo sempre di procurare di prima qualità».
E aggiunge: «Una garanzia in più? Provare noi stessi in famiglia i prodotti che vendiamo».
E anche se fare bene questo lavoro comporta tanta fatica, allora come oggi (solo per pulire e sistemare la sera il bancone e i prodotti, ci vogliono due ore e mezza in quattro persone), dice Riccardo: «Quando sono in negozio, sto bene, è come se fossi a casa: mi sento realizzato. Lavorare a contatto con la gente è un aiuto anche per superare a volte i problemi che la vita ci presenta».
Quale quindi la ricetta per tanta longevità? Prima di tutto prodotti di qualità e poi gentilezza unita ad un pizzico di psicologia, come sottolinea Franca, che si accorge subito se un cliente entrando in negozio ha pensieri; requisiti, questi ultimi, tipici dei negozi di prossimità dove la conoscenza del cliente rappresenta un quid in più, certo non marginale.
Antonella Ruggieri
