A portare gli auguri dell’I.P.A.V. erano presenti la consigliera Federica Zago, che ha consegnato alla festeggiata un omaggio floreale, e il direttore della struttura Davide Schiavon, insieme all’équipe del Centro Diurno.
La storia di Lucia attraversa oltre un secolo di vita veneziana. Nata in una famiglia composta dai genitori, tre sorelle e un fratello, ha sviluppato fin da bambina un legame profondo con la città. Ha avuto modo di conoscerla anche dall’acqua, accompagnando idealmente il lavoro del padre, gondoliere.
Attiva e intraprendente, non si è lasciata scoraggiare neppure durante la guerra, quando cercava piccoli lavori per contribuire alle necessità della famiglia. In seguito ha trovato impiego all’ufficio postale delle Zattere, diventandone reggente. È lì che ha conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito, allora in servizio al Commissariato di Polizia della stazione di San Basilio.
Il matrimonio è stato celebrato nella chiesa di Santa Maria del Giglio. Dalla loro unione è nato il figlio Luigi. Qualche anno dopo la famiglia si è trasferita a Mestre, dove è nata Monica. Quattro i nipoti che hanno poi arricchito la sua vita familiare.
La compagnia, la curiosità e la voglia di fare sono rimaste caratteristiche di Lucia. Ha sempre amato cucire, cucinare e leggere, dedicando anche molto tempo alla Settimana Enigmistica. Con il progressivo calo della vista ha dovuto rinunciare ad alcune di queste attività, ma non ha perso il desiderio di stare con gli altri.
La frequenza del Centro Diurno le ha permesso di costruire nuove amicizie e di partecipare alle attività proposte. Tra queste anche i laboratori di ceramica, affrontati con l’energia e la solarità che continuano a contraddistinguerla. A 103 anni, dunque, Lucia conserva il piacere di condividere il proprio tempo e di coltivare nuovi interessi.
