Il 28 e il 29 Luglio, poco prima dell’inizio del grande giubileo dei giovani, a Roma sono convenuti centinaia di influencer per il primo giubileo nella storia dedicato a chi, con l’utilizzo dei social, cerca con le proprie capacità e la propria esperienza di evangelizzare sul digitale. “Giubileo dei missionari digitali e influencer cattolici” era il titolo ufficiale dell’evento che si è celebrato nelle giornate di lunedì e martedì e che hanno visto momenti di grande partecipazione e crescita spirituale.
Eravamo più di mille persone, la maggior parte giovani(18-30 anni) provenienti da più di 76 paesi diversi del mondo, dagli europei, al continente americano, a quello asiatico, perfino dall’Oceania è arrivato qualcuno. Dall’Italia eravamo una sessantina, anche se nel gruppo complessivo siamo un centinaio e più.
La giornata di lunedì è iniziata con il saluto del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che ha inaugurato e aperto ufficialmente l’evento, seguito da Mons. Rino Fisichella, responsabile dell’organizzazione del Giubileo, dal dottor Paolo Ruffini, prefetto del dicastero della comunicazione, e infine da Mons, Lucio Ruiz, sottosegretario del medesimo dicastero, è il qualeun po’ il nostro “papà”, colui che ufficialmente ci segue in questa missione.
Terminati i saluti istituzionali abbiamo seguito una serie di conferenze e lavori di gruppo, incentrati sulla
missione digitale e l’importanza di essere “chiesa in uscita”.
Il pomeriggio abbiamo ascoltato alcune tesimonianze di santi giovani e vicini all’ambiente social che ci hanno preceduti nella nostra missione, tra cui il papà di Chiara Corbella, il postulatore del processo di canonizzazione di Carlo Acutis e di Piergiorgio Frassati, e infine una testimonianza sulla vita di suor Clare Crockett.
Dopo la cena ci siamo diretti verso la Basilica di San Pietro, ormai chiusa al pubblico ma aperta per noi per poter vivere insieme una veglia di preghiera con Adorazione Eucaristica e liturgia penitenziale, un momento suggestivo e spiritualmente intenso, in cui i social sono stati messi da parte per lasciar spazio a Gesù, il vero fulcro della nostra evangelizzazione.
La mattina del giorno seguente abbiamo invece vissuto il tradizionale pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro, dove abbiamo fatto la nostra Professione di Fede e infine abbiamo celebrato la Santa Messa all’altare della Cattedra, presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle,
pro-prefetto del dicastero per l’evangelizzazione.
“L’amore non può essere generato da un algoritmo: siamo stati influenzati dall’amore, così dovremmo influenzare gli altri amando” ci ha detto in un passaggio della sua omelia. Al termine della celebrazione grande sorpresa per l’arrivo di Papa Leone XIV che inaspettatamente, è
venuto a salutarci, grande boato al suo ingresso nella Basilica Vaticana.
Dopo essere passato fra di noi e averci salutato ci ha parlato con voce forte e ci ha lanciato una missione non poco difficile: “Rivolgo una chiamata a tutti voi: andate a riparare le reti, reti di relazione, reti d’amore, reti di condivisione gratuita, reti dove si possa ricucire ciò che si è spezzato, dove si possa guarire dalla solitudine, non contando il numero dei followers, ma sperimentando in ogni incontro la
grandezza infinita dell’amore”.
Dopo qualche altra conferenza, nel pomeriggio siamo rientrati in Vaticano e abbiamo vissuto nei giardini vaticani la consacrazione della nostra missione a Maria, momento particolarmente toccante presieduto da mons. Luis Marin de San Martin, sottosegretario del Sinodo dei vescovi.
La sera infine, abbiamo vissuto a Piazzale Risorgimento il festival degli influencer cattolici, che ha visto una partecipazione fuori da ogni aspettativa, e dove si sono alternate band di musica cristiana di ogni parte del mondo, tra cui il noto gruppo musicale vicentino “The Sun”.
Per la prima volta, la Chiesa ha scelto di accompagnarci nella nostra missione digitale e lo ha fatto direttamente con il Successore di Pietro, finalmente abbiamo capito che affinché il Vangelo possa essere davvero universale, dobbiamo portarlo anche nei luoghi in cui finora non è stato presente, proprio come i social, anche loro necessitano di un’evangelizzazione, e i giovani, spesso lontani dalla Chiesa, hanno così
l’occasione di conoscere la parola di Dio direttamente dal loro smartphone, per poi arricchire questo primo incontro online con una fede che si costruisce nella esperienza concreta. Personalmente, è stata un’esperienza di grande impatto spirituale ed emotivo, il Papa ci ha invitati ad
andare oltre ai numeri e a coltivare relazioni, ed è questo l’impegno che mi porto a casa. Speriamo davvero che sia solo l’inizio di una grande, fruttuosa e lunga avventura che i missionari digitali si apprestano a vivere accompagnati dalla guida premurosa e attenta della madre Chiesa.
Nicola Camporiondo
