Il Centro Ittico Sperimentale di Pellestrina ha avviato la produzione di milioni di larve di vongole veraci, segnando la ripartenza operativa di una struttura rimasta ferma per anni dopo una prima fase sperimentale conclusasi nel 2015. La gestione dell’impianto, affidata alla Rete d’impresa “Pellestrina-Venezia” a seguito di una gara d’appalto, punta a rispondere alla carenza di reclutamento naturale di seme nelle acque lagunari, un fenomeno che ha reso il settore dipendente dalle importazioni di seme artificiale, in particolare dalla Francia.
L’attività dello schiuditoio prevede un ciclo di crescita che porterà il prodotto a essere pronto per il consumo in un arco di tempo compreso tra i 20 e i 22 mesi. Per l’annualità 2026, lo stabilimento resterà operativo per sette mesi, garantendo un quantitativo iniziale di seme funzionale al ripopolamento e all’ingrasso. L’obiettivo a lungo termine, subordinato a nuovi investimenti in modernizzazione tecnologica, coibentazione e installazione di impianti fotovoltaici, è quello di estendere la produzione fino a raggiungere centinaia di milioni di esemplari all’anno.
Il ripristino del centro, situato in una posizione strategica per l’economia ittica della laguna veneziana e del Delta del Po, ha richiesto interventi di rinnovo strutturale rallentati negli scorsi anni dall’emergenza sanitaria. Oltre alla valenza produttiva, il progetto ha attivato sinergie nel campo della ricerca scientifica, con collaborazioni già avviate con l’Università di Padova per monitorare lo sviluppo delle specie e ottimizzare le rese degli impianti.
L’iniziativa è stata recentemente oggetto di un riconoscimento a Palazzo Ducale, evidenziando il ruolo della struttura come presidio tecnologico per la salvaguardia dell’acquacoltura locale e per la creazione di nuove prospettive occupazionali nel settore della pesca.
