Cento aziende agricole in meno ogni anno. È questa l’emorragia silenziosa che sta colpendo la provincia di Venezia, un fenomeno che dal 2014 a oggi ha portato alla chiusura definitiva di 1.400 realtà produttive. I numeri, diffusi dal presidente di Confagricoltura Venezia, Stefano Tromboni, descrivono una crisi strutturale che l’associazione definisce una vera e propria «catastrofe economica e sociale», spesso ignorata dall’opinione pubblica e dalla politica.
I numeri del comparto: tra fatturato e ricambio generazionale
Nonostante il calo numerico, il settore presidiato da Confagricoltura mantiene un peso rilevante: i 1.500 soci attuali generano un volume d’affari di circa 120 milioni di euro. Tuttavia, la tenuta del sistema è messa a dura prova da un ricambio generazionale estremamente lento. L’età media degli imprenditori si attesta sui 60 anni; tra gli associati si contano 450 donne e solo un’ottantina di giovani under 40.

Le aziende superstiti sono costrette a diventare sempre più grandi e strutturate per restare sul mercato, affrontando investimenti massicci in capitali fondiari e agrari per compensare i margini sempre più esigui.
Settori in bilico: dal latte ai cereali
La crisi morde con particolare ferocia il comparto dei cereali e delle grandi commodities come mais, soia e frumento tenero, oltre alle colture industriali come la barbabietola da zucchero. Drammatica la situazione del settore lattiero-caseario: tra il 2010 e il 2020 il numero delle stalle nel Veneziano si è letteralmente dimezzato a causa del crollo del prezzo del latte alla stalla. Chi è rimasto ha dovuto aumentare l’efficienza e il numero di capi per sopravvivere, ma si trova oggi schiacciato da costi di produzione insostenibili. Unica nota lieta è il comparto viticolo, trainato dal successo delle uve a bacca bianca come Glera e Pinot Grigio, mentre faticano i vitigni a bacca rossa.
Le sfide tecnologiche e i vincoli europei
Per uscire dall’impasse, Confagricoltura punta sulla ricerca. Il direttore Emanuele Boetto sottolinea l’urgenza di adottare le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) per selezionare piante resistenti a parassiti e nuove fitopatie derivanti dal cambiamento climatico.
Sul tavolo restano però nodi politici complessi: la difficoltà nel reperire manodopera stagionale, la necessità di regole uguali sui mercati internazionali per evitare la concorrenza sleale e il peso di normative ambientali europee giudicate troppo rigide. Tra queste, il divieto di utilizzo dell’urea nel bacino padano dal 2028 e i vincoli del Green Deal, che rischiano di limitare ulteriormente l’attività produttiva.
Un anniversario per resistere
Proprio per fare il punto su queste sfide, Confagricoltura Venezia si ritroverà venerdì 20 marzo, alle ore 10.30, presso il Centro Pastorale “Cardinal G. Urbani” di Zelarino. L’occasione sarà la celebrazione degli 80 anni dalla fondazione della sezione provinciale (costituita il 4 novembre 1945). All’incontro parteciperanno, tra gli altri, il presidente nazionale Massimiliano Giansanti e l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond. Non sarà solo una ricorrenza storica, ma un momento di mobilitazione per ribadire che l’unità del comparto è l’ultimo baluardo contro una crisi che minaccia l’identità stessa del territorio.
