Chi lo ha conosciuto ricorda il suo arrivo in ospedale come una piccola «rivoluzione» gentile. In un ambiente dove prima prevaleva una certa formalità, don Corrado si presentò con una piccola croce come unico distintivo, stupendo medici, suore e personale. La sua non era una presenza istituzionale, ma una prossimità autentica.
È il ricordo che molti hanno di don Corrado De Fanti, spentosi il 20 marzo scorso all’Ospedale dell’Angelo di Mestre, a 85 anni (nella foto di apertura un ritratto di don De Fanti e la chiesa dei Ss. Liberale e Mauro, a Jesolo Lido, in occasione dei funerali).
Ne dà testimonianza, fra gli altri, Fiorenzo Baccega, per tanti anni infermiere all’ospedale jesolano, dove ha potuto conoscere bene il cappellano: «Mentre i camici bianchi potevano incutere soggezione nei pazienti, don Corrado veniva percepito come «uno di loro». È stato il sacerdote di tutti: dei credenti, ma soprattutto dei lontani, di chi magari non frequentava la Messa ma riconosceva in lui un amico vero. La sua capacità di ascolto e quel gesto consueto di portare un dolcetto ai degenti erano i segni di una carità silenziosa; si dice che persino il suo stipendio venisse utilizzato a favore di chi, incontrato tra i letti d’ospedale, versava in stato di bisogno».
Anche negli ultimi tempi, trascorsi presso la Casa Sacerdotale Madonna Nicopeia di Zelarino, la sua natura non era mutata. Chi lo ha visitato pochi giorni prima della fine racconta di un uomo che, pur nella fragilità, continuava a preoccuparsi per gli altri, raccomandando attenzione per i confratelli più sofferenti. «Stai attento che non soffochi», diceva all’assistente di un altro anziano confratello, confermando quella capacità di vedere il bisogno dell’altro prima del proprio.
Il legame con il personale sanitario è stato un altro pilastro del suo ministero. Per medici e infermieri non era solo il cappellano, ma un confidente che sapeva accorgersi di un momento di stanchezza o di un problema personale, mettendosi sempre a disposizione.
Insomma, fa sintesi Fiorenza Baccega: «Don Corrado è stato un uomo che ha saputo stupire con la forza della semplicità e che resterà nel cuore della sua Jesolo come il testimone di una fede fatta di gesti, incontri e umanità». (G.M.)
