Tra pochi giorni ricorrerà l’anniversario della morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile, Lunedì dell’Angelo, presso la Domus Sanctae Marthae in Vaticano. Nel prossimo numero di Gente Veneta in uscita in questi giorni si sono voluti ricordare e compendiare quattro tratti essenziali della Sua testimonianza: l’annuncio di Cristo, la misericordia, la fraternità e la cura della Casa comune. Il Patriarca Francesco Moraglia ha invece desiderato ricordare il Santo Padre Francesco con un editoriale di cui condividiamo di seguito il testo integrale:
«Un anno fa, proprio in questi giorni, fra la solennità di Pasqua e la festa dell’evangelista Marco, nostro patrono, ci lasciava Papa Francesco. Due anni fa, nello stesso periodo dell’anno, avevamo avuto la gioia di accoglierlo qui a Venezia per una visita indimenticabile; tutti ricordiamo il suo sorriso e la sua grande amabilità, insieme ai segni della sofferenza fisica presenti sul suo volto.
Poi il Lunedì di Pasqua – 21 aprile 2025 – la notizia che tutti temevano: la sua morte. Il Signore Gesù lo ha chiamato a sé mentre in tutta la Chiesa risuonava il lieto annuncio della risurrezione.
Della presenza di Papa Francesco a Venezia rimangono vivi alcuni momenti incancellabili: il colloquio con le detenute nel carcere della Giudecca, l’incontro con gli artisti del padiglione della Santa Sede per la Biennale ma, soprattutto, il festoso e vivace dialogo con i giovani veneziani e veneti alla Salute e l’indimenticabile celebrazione eucaristica in una Piazza San Marco gremita; sul finire, la breve e toccante sosta in preghiera nella Basilica davanti alle spoglie dell’evangelista Marco.
Mi piace ricordare la frase che ha voluto rivolgere ai giovani ripetendola più volte, proprio in campo della Salute, in quella mattina luminosa del 28 aprile 2024: “Giovane che vuoi prendere in mano la tua vita, alzati! Apri il cuore a Dio, ringrazialo, abbraccia la bellezza che sei; innamorati della tua vita. E poi vai! Alzati, innamorati e vai! Esci, cammina con gli altri, cerca chi è solo, colora il mondo con la tua creatività, dipingi di Vangelo le strade della vita. Per favore, dipingi di Vangelo le strade della vita! Alzati e vai”.
Oggi rileggiamo questo monito come un invito per tutti noi ad iniziare o a riprendere un percorso di vocazione e missione per la Chiesa di Venezia incamminata, ormai, verso la celebrazione del prossimo Anno marciano.
A Papa Francesco dobbiamo essere grati per tante cose. Mi limito a ricordarne due. Innanzitutto l’esortazione costante ad abbandonarsi, con fiducia e spirito di conversione, alla misericordia di Dio. E poi quella sua capacità evangelica di mettere al centro gli ultimi e i piccoli, ossia chi è facilmente messo da parte, tra le periferie e gli scarti di un mondo che privilegia successo, ricchezza, efficienza, forma fisica e bellezza.
Francesco dialogava con tutti, ma soprattutto portava tutti nel cuore e desiderava che ogni uomo fosse raggiunto dall’annuncio del Vangelo, il che presuppone l’amore alla verità. Sì, perché la misericordia – a cui sempre richiamava – non prescinde mai dalla giustizia e dalla pace.
Sentiamo tutto ciò come il suo testamento spirituale e, quindi, facciamo in modo che diventi la nostra comune “tensione”, il nostro modo di ricordare oggi Papa Francesco, con grande affetto e nella preghiera.
Mi pare bello, infine, rivolgere un pensiero di affetto filiale a Papa Leone XIV che il Signore ha voluto, dopo Francesco, alla guida della Chiesa. Il Signore lo sostenga nella testimonianza mite, coraggiosa ed instancabile del Vangelo e della pace che ne è il frutto oggi tanto atteso e desiderato. Di certo, dal cielo, anche il carissimo Papa Francesco lo sosterrà con la sua preghiera.
+ Francesco Moraglia, patriarca»
