Da giovedì 4 a domenica 8 febbraio sono state riproposte, in alcune parrocchie del vicariato di Mestre, le giornate vocazionali del Seminario Patriarcale di Venezia. Un’iniziativa che coinvolge i giovani in cammino di discernimento e che intende offrire alle comunità un’occasione concreta di incontro, preghiera e conoscenza reciproca.
I seminaristi attualmente sono 14. Accanto agli studenti del Patriarcato, che sono 12, sono presenti anche 2 giovani provenienti dalla Tanzania, inviati a Venezia per completare il loro percorso formativo dal Dicastero per l’evangelizzazione dei Popoli: terminato il ciclo di studi torneranno nelle loro Diocesi di origine per servire come pastori. Mentre gli altri sono chiamati a radicarsi nel territorio veneziano.
La comunità del Seminario si presenta dunque variegata e internazionale. Don Marco Zane, vicerettore e direttore del Centro Diocesano Vocazioni, spiega il senso di questa «visita» alle comunità: «Il Seminario, come insegna un’espressione che risale a San Gregorio Barbarigo, è il cuore della Diocesi, in quanto si formano i futuri pastori. È il luogo in cui si custodisce e si trasmette una storia di fede, ma anche uno spazio dinamico, profondamente inserito nella vita pastorale. Proprio per questo le giornate vocazionali non volevano essere eventi isolati o creati ad hoc, bensì momenti inseriti nelle attività ordinarie delle parrocchie, per crescere insieme nel pensiero di Cristo e nella testimonianza del Vangelo».
Le comunità coinvolte sono quelle di Santa Maria della Pace, della Beata Vergine Addolorata di via Bissuola, del Corpus Domini in Quartiere Pertini, di San Giovanni Evangelista in via Rielta e di Santa Maria Goretti. In ciascuna realtà i seminaristi hanno condiviso la vita liturgica e pastorale, offrendo il proprio servizio e la propria testimonianza.
Le giornate si sono aperte con la celebrazione eucaristica, presieduta dal vicerettore don Marco Zane al Corpus Domini giovedì 4, poi la Lectio Divina proposta dal rettore mons. Fabrizio Favaro e un dialogo con i parrocchiani durante una cena conviviale. Sempre giovedì è seguita una veglia eucaristica animata insieme al gruppo degli adoratori dell’adorazione perpetua a Santa Maria Goretti.
Durante la veglia si è pregato in modo speciale per il dono di nuove vocazioni presbiterali e per tutti i sacerdoti del Patriarcato, soprattutto per coloro che vivono situazioni di difficoltà fisica o spirituale. È stato un gesto di comunione profonda, capace di abbracciare spiritualmente tutto il territorio diocesano.
La sera di venerdì 5 febbraio alla Beata Vergine Addolorata, dopo la Messa feriale, nell’ambito di un cammino di catechesi per l’approfondimento del sacramento della Penitenza, i seminaristi hanno offerto una catechesi accompagnata da testimonianze personali, favorendo un dialogo aperto tra generazioni e sensibilità diverse.
Nel fine settimana, a partire da sabato sera, i giovani si sono poi distribuiti tra le celebrazioni prefestive e domenicali, partecipando alla vita ordinaria delle comunità e offrendo il servizio liturgico. Non si è trattato soltanto di “pregare per le vocazioni”, ma di far conoscere da vicino che cosa sia il Seminario oggi, come stia evolvendo e quale sia il cammino concreto di questi giovani.
«Le giornate vocazionali si sono confermate così come un tempo di scambio reciproco – conclude don Zane -. Le parrocchie hanno l’opportunità di incontrare i futuri sacerdoti, mentre il Seminario rinnova il proprio legame con il territorio. Un’esperienza che ricorda come la formazione presbiterale non sia un percorso isolato, ma una realtà pienamente inserita nella vita della Diocesi e proiettata al servizio delle comunità». (GV)
