Nel mese di marzo, oltre 250 giovani della diocesi veneziana parteciperanno a una giornata di formazione per diventare animatori.
Anche quest’anno la Pastorale giovanile diocesana propone dei momenti comunitari in cui formarsi, crescere, pregare e condividere. Domenica 8 e 22 marzo, infatti, presso l’Istituto Berna di Mestre i giovani parteciperanno a due corsi animatori: il primo rivolto ai ragazzi dalla 3ª superiore alla 5ª, il secondo a quelli di 1ª e 2ª, accompagnati dai loro referenti.
La scansione delle giornate, organizzate e seguite dagli amici della Pastorale giovanile, prevederà un primo momento formativo al mattino, comune per tutti ma diviso in gruppi, che culminerà con la celebrazione della Messa. Al pomeriggio, invece, dopo il pranzo al sacco, seguirà una seconda parte in cui i ragazzi potranno seguire differenti laboratori, a seconda dei loro interessi ed esigenze.
«L’obiettivo – afferma don Mauro Margagliotti, co-direttore della Pastorale giovanile – è cercare di aiutare gli animatori nel prendersi cura dei ragazzi in modo limpido e appropriato, approfittando di ogni momento: sia in quelli più strutturati che in quelli più informali, che costituiscono una parte non trascurabile del servizio di un animatore».
Situazioni diverse richiedono approcci diversi: relazionarsi con un bambino timido e introverso non è la stessa cosa che rivolgersi a un ragazzino più esuberante, spiega don Mauro; perciò, uno degli scopi del corso è anche quello di aiutare gli animatori a vivere tutto quanto come un momento educativo, e non solo la parte più seria.
Ma perché affrontare questi momenti di formazione a livello diocesano invece che a livello parrocchiale? «Il senso di questa scelta – risponde don Mauro – è quello di riconoscersi come Chiesa diocesana, ossia come una realtà più grande della sfera parrocchiale. È una consapevolezza che fa bene ai ragazzi, perché riconoscersi come una grande comunità cristiana che cammina insieme non è una cosa da poco. Certo, è chiaro che ogni parrocchia ha le sue specificità, però a volte si rischia di restare dentro una scatola chiusa, dove diventa impossibile portare delle innovazioni o una diversità che potrebbe darsi e che fa bene».
A livello pratico, inoltre, il corso risponde anche a un’esigenza di molti parroci, soprattutto del territorio mestrino.
«Sono diversi i sacerdoti che hanno domandato di accogliere a queste giornate gli animatori delle proprie parrocchie, perché spesso la maggior parte di esse non è più in grado di fornire in proprio questo momento di formazione».
Andrea Maurin
