L’importante e atteso momento è giunto e la comunità parrocchiale di San Pietro Orseolo a Carpenedo è ormai pronta a vivere oggi, domenica 10 maggio, con inizio alle ore 10.00, la solenne liturgia, presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia, con la dedicazione della chiesa parrocchiale e dell’altare a cinquant’anni dalla sua costruzione. E per vivere bene (e tutti insieme) questo evento c’è in questi giorni un trittico di appuntamenti per l’intera comunità. Si comincia la sera di venerdì 8 maggio, alle ore 21.00, quando si terrà una veglia di preghiera durante la quale saranno finalmente “svelati” i nuovi arredi liturgici – altare, battistero, amboni e tabernacolo – che ora sono già posizionati in chiesa ma ancora opportunamente coperti. Domenica è il grande giorno della dedicazione e dopo la Messa solenne ci sarà un’opportunità di festa per tutta la comunità nel campiello dietro la chiesa. Lunedì 11 maggio, infine, alle ore 19.00 sarà celebrata una S. Messa di ringraziamento. Solo per questo fine settimana, inoltre, sono sospese le celebrazioni serali di sabato 9 e domenica 10 alle ore 19.00.
Come già documentato da GV nelle settimane scorse, la liturgia di dedicazione della chiesa parrocchiale di San Pietro Orseolo arriva dopo un percorso articolato e molto partecipato che parte da lontano ma che ha preso il via in modo decisivo subito dopo la visita pastorale del Patriarca, avvenuta nel 2023. Vari momenti pubblici di confronto e approfondimento, supportati da una commissione di esperti, hanno via via condotto a delineare e rifinire il progetto di riordino complessivo della chiesa con una spiccata attenzione alle norme liturgiche e un notevole rispetto per le singolari e originarie forme architettoniche dell’edificio. Si è partiti così con un’ampia risistemazione generale che ha richiesto lavori di carpenteria e ridipintura delle pareti, il riordino e la ripulitura degli oggetti e degli arredi presenti nonché il rifacimento completo dell’impianto di illuminazione; per consentire tali opere la chiesa era anche rimasta chiusa per un paio di mesi, tra gennaio e marzo, per essere riaperta alle soglie della Settimana Santa. Il tutto è venuto a costare circa 300mila euro, sostenuto da un finanziamento di 100mila euro (dall’8 per mille), da un mutuo acceso presso un istituto bancario, dai prestiti a titolo gratuito e dalle donazioni che la gente del quartiere – come avvenne già alle origini della parrocchia negli anni ’60 del secolo scorso – sta versando con generosità dimostrando così l’attaccamento e l’affetto per la chiesa parrocchiale, oggi completamente rinnovata e finalmente “dedicata”.
Alessandro Polet
