Fare firmare a chi non firma. È l’obiettivo che si pone Sovvenire in diocesi di Venezia. Troppe persone – per scarsa conoscenza, pigrizia o indifferenza – rinunciano a destinare una quota delle proprie imposte alla Chiesa cattolica, pur essendo credenti e convinte che la Chiesa opera bene e che la funzione dei sacerdoti è insostituibile.
«Perciò nei mesi di aprile e di maggio organizzeremo incontri nelle parrocchie, promossi dai referenti parrocchiali di Sovvenire, per coinvolgere coloro che magari non hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi e non sanno che comunque possono destinare il proprio contributo con la semplice e gratuita firma di un modulo». Lo sottolinea Enrico Bonisoli, incaricato diocesano per Sovvenire, che sabato 21 al Centro Urbani di Zelarino ha coordinato un incontro, presenti anche Letizia Franchellucci, incaricata Sovvenire per il coordinamento della rete territoriale, e mons. Fabrizio Favaro, Vicario episcopale per gli Affari economici.
D’altro canto, in Italia ci sono circa 42 milioni di contribuenti (persone che presentano la dichiarazione o hanno un modello CU), ma solo il 40,7% circa appone effettivamente una firma per l’8xmille (secondo i dati più recenti). Parliamo di circa 17 milioni di persone. Il restante 59,3% circa non esprime alcuna scelta. Si tratta di circa 24-25 milioni di italiani, quasi 6 su 10 che lasciano la casella in bianco.
Fra di loro certamente ci sono persone che frequentano le comunità cristiane e che potrebbero compartecipare – senza sforzo e senza costi – al sostegno della Chiesa e dei sacerdoti. «Perciò servono – prosegue Bonisoli – più informazione e attività nel territorio. Non basta qualche locandina o qualche dépliant lasciati in chiesa, e gli incontri che intendiamo fare sono la risposta più efficace».
La meta è contenere il mix di dimenticanza e pigrizia, da cui nasce l’equivoco per cui parecchie persone pensano che la scelta dell’anno precedente valga per sempre, mentre va rinnovata ogni anno.
Inoltre, molti contribuenti che non hanno l’obbligo di presentare il 730 (perché hanno solo la pensione o un unico datore di lavoro) non sanno di poter comunque inviare la scheda della scelta gratuitamente.
«Tutti voi – aggiunge mons. Favaro introducendo l’incontro – siete parte dei Consigli per gli affari economici parrocchiali da poco rinnovati in base al nuovo Decreto patriarcale. A voi è stato affidato il servizio di vivere la corresponsabilità ecclesiale nella gestione dei beni della Chiesa e specificamente delle vostre parrocchie. È una sorta di ministero di fatto, di servizio ecclesiale e di corresponsabilità battesimale. Prima di essere esperti nei diversi ambiti – giuridico, economico, amministrativo – voi siete discepoli del Signore e siete chiamati a nutrire la vostra appartenenza alla Chiesa diocesana – non solo alla parrocchia – con la vostra conoscenza personale del Signore Gesù per collaborare con lui per la crescita della sua Chiesa. La Chiesa deve poter contare sul sostegno dei cristiani prima ancora delle risorse dello Stato, di finanziatori esterni o di forme commerciali di redditività».
Giorgio Malavasi
