Una giornata significativa nel cammino di dialogo tra le Chiese cristiane si è svolta questa mattina nella basilica cattedrale di San Marco a Venezia, dove per la prima volta Sua Santità Tawadros II, Papa della Chiesa copta ortodossa di Alessandria d’Egitto, ha celebrato la Santa Eucaristia insieme ad alcuni vescovi e presbiteri copti.
Un evento dal forte valore spirituale e simbolico, che rafforza il legame tra la Chiesa alessandrina e quella veneziana, unite dalla figura di San Marco Evangelista, patrono di Venezia e fondatore della Chiesa d’Alessandria.
Al termine della celebrazione, il Papa Tawadros II ha incontrato il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia nel Palazzo Patriarcale, in un clima di fraternità e amicizia ecclesiale. Un momento significativo, che si inserisce nella prospettiva del cammino della Chiesa veneziana verso le celebrazioni per i 1200 anni dalla Traslazione del corpo di San Marco a Venezia.
L’Egitto cristiano e la tradizione monastica. Nel suo intervento, Tawadros II ha ripercorso le radici storiche e spirituali del cristianesimo egiziano, definendo l’Egitto “una terra di grande civiltà, cultura e fede”.
Ha ricordato la figura di Sant’Antonio Abate, padre del monachesimo cristiano, e l’importanza del monastero di Sant’Antonio sul Mar Rosso, ancora oggi abitato da monaci. “La vita ecclesiastica in Egitto è sempre viva”, ha affermato. Nel concludere il suo discorso, il Papa copto ha invitato il Patriarca Moraglia e la Chiesa veneziana a visitare l’Egitto e i luoghi santi legati alla presenza della Sacra Famiglia. “Vi aspettiamo con gioia nella terra che ha accolto la Sacra Famiglia nel primo secolo”, ha detto. Moraglia accoglie Tawadros II: “La pace è un dono da custodire insieme”.
“La pace è frutto della santità umana”. Nel suo intervento, mons. Moraglia ha poi rivolto un pensiero alla situazione internazionale e alle tensioni che attraversano il mondo contemporaneo, sottolineando il valore della pace come responsabilità condivisa. “La pace, che è anche frutto della santità umana, è un dono da custodire e ricercare insieme”, ha affermato il Patriarca. Parole che hanno assunto un significato particolare nel contesto dell’incontro con la Chiesa copta ortodossa, da sempre impegnata nel dialogo interreligioso e nella testimonianza cristiana in Medio Oriente.
Il dono a Tawadros II: un volume su San Marco. A conclusione dell’incontro, Moraglia ha consegnato a Tawadros II un dono simbolico: una recente pubblicazione dedicata alla Basilica Cattedrale di San Marco. “Desidero farvi un dono, per esprimere a Sua Santità Tawadros la gratitudine di questa visita”, ha spiegato il Patriarca, ringraziando “lei e tutta la Chiesa copta”. Nel volume, ha sottolineato Moraglia, sono raccolte “le migliori e più significative informazioni storiche sulla basilica”, nata attorno alle reliquie dell’Evangelista Marco. “Non ci sarebbe la basilica se non ci fosse il corpo dell’Evangelista martire”, ha ricordato il Patriarca, indicando come tutta la tradizione religiosa, artistica e culturale veneziana abbia origine dalla figura di San Marco. Moraglia ha infine evidenziato come la fede dei veneziani si sia espressa nel corso dei secoli attraverso l’arte e la musica. “Questa pubblicazione credo possa aiutare a entrare nello spirito della fede dei veneziani, una fede espressa anche attraverso l’arte e la musica, perché c’è una grande tradizione musicale nella Basilica di San Marco”, ha concluso il Patriarca, una tradizione che “nasce tutta dall’Evangelista Marco”, figura che continua ancora oggi a unire Venezia e Alessandria d’Egitto nel segno della fraternità cristiana.
