Il Museo Storico Navale di Venezia (MUNAV) conferma il suo trend di ascesa, registrando nel corso del 2025 un incremento dell’affluenza del 51,51% e raggiungendo quota 57 mila visitatori. Il successo non è solo nei numeri, ma anche nella qualità dell’esperienza: si è infatti registrato un aumento del tempo medio di permanenza e una maggiore continuità dei flussi di pubblico durante tutto l’anno.
Per consolidare questo percorso di crescita, il Museo ha presentato lo scorso 26 giugno, presso il suggestivo Padiglione delle Navi dell’Arsenale, l’introduzione dell’Art Bonus. Grazie a questo strumento, cittadini e imprese potranno sostenere attivamente il MUNAV beneficiando di un credito d’imposta del 65% sulle erogazioni liberali.

Le risorse raccolte saranno destinate a due progetti prioritari: il restauro della storica Motozattera MZ 737 e interventi mirati di manutenzione e miglioramento dell’accessibilità dell’antico Granaio dell’Arsenale, sede principale del polo museale.
L’evento, intitolato “Nuove Rotte”, ha offerto l’occasione per fare il punto sul piano di valorizzazione avviato da D’UVA s.r.l., gestore del Museo per conto di Difesa Servizi. L’incremento del pubblico è il risultato di un programma integrato che ha coniugato innovazione e conservazione: dall’adeguamento del Padiglione delle Navi — ora più fruibile per attività espositive e culturali — alla riapertura del Sommergibile Enrico Dandolo, fino alla creazione della prima audioguida ufficiale, disponibile in cinque lingue e inclusa nel biglietto d’ingresso.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni civili e militari, del mondo della cultura e dell’imprenditoria locale. L’Ammiraglio di Divisione Domenico Guglielmi, il Contrammiraglio Angelo Virdis, il direttore regionale dei Musei Nazionali Veneto Daniele Ferrara, il direttore generale del Teatro La Fenice Andrea Erri e l’amministratore di D’UVA Ilaria D’Uva hanno ribadito l’importanza strategica del MUNAV: un luogo che, pur restando custode della memoria marittima italiana, si propone oggi come uno spazio contemporaneo, inclusivo e aperto al dialogo con la città e con un pubblico internazionale sempre più esigente.
