“A noi francescani i poveri oggi chiedono dove possono ricaricare gli smartphone prima ancora di qualcosa da mangiare. Perché la tecnologia è diventata così importante che senza accesso alle varie app del cellulare nessuno di noi riesce più a fare niente”.
Lo ha detto padre Paolo Benanti, francescano, professore di etica, bioetica ed etica delle tecnologie presso la Pontificia Università Gregoriana, nonché presidente della “Commissione sull’Intelligenza Artificiale per l’Informazione” istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, intervenendo sabato 7 febbraio al convegno “L’intelligenza artificiale per l’economia e la società”, organizzato dalla Fondazione Marcianum presso lo IUSVE di Mestre. Oltre trecento le persone presenti.

Padre Benanti ha sottolineato il valore crescente della cooperazione, anche a livello planetario, proprio in relazione allo sviluppo poderoso dell’intelligenza artificiale. “Bisogna smetterla con la retorica dell’America che innova, dell’Europa che regolamenta e della Cina che copia”, ha aggiunto il francescano. “Perché se c’è qualcuno che regolamenta davvero, per ordine del partito comunista, quelli sono i cinesi. E l’Europa non regolamenta per rendere la vita impossibile ai suoi cittadini, ma perché di transizioni come quella che stiamo vivendo ne ha già attraversate altre. Proprio la capacità di riflettere e di trovare regole giuste per tutti ci ha permesso di superare anche i momenti più difficili: senza regole ben pensate vale solo la legge del più forte”.
Sull’esigenza di fare forza alla cooperazione (e non solo ad essa) si è soffermato nel suo intervento anche il Patriarca Francesco: «L’Intelligenza artificiale non rimane circoscritta alla dimensione individuale, ma entra decisamente nello spazio pubblico. Questo ci fa comprendere come le eventuali distorsioni, i pregiudizi dell’algoritmo, gli stereotipi ci segneranno sempre di più a livello globale, rendendo gravida di conseguenze la distinzione fra realtà e finzione. “Responsabilità”, “cooperazione”, “educazione“ sono i tre pilastri su cui dobbiamo confrontarci con l’Intelligenza artificiale; ne va, come detto, della nostra umanità».
Fabio Poles
(Un più ampio servizio uscirà nel prossimo numero di Gente Veneta su carta, in distribuzione da giovedì 12 febbraio)
