Dal 7 marzo all’8 giugno, il Museo del Settecento Veneziano Ca’ Rezzonico ospita le vedute della collezione Calouste Gulbenkian. Un dialogo straordinario tra i dipinti dell’ultimo grande vedutista e i disegni delle collezioni civiche.
Per tre mesi, il portego al primo piano del palazzo sul Canal Grande ospiterà una selezione di dieci dipinti di Francesco Guardi (1712-1793), provenienti dal Museo Calouste Gulbenkian di Lisbona, custode di una delle raccolte più importanti al mondo dedicate all’ultimo grande vedutista lagunare.
Il cuore della mostra risiede nel gusto raffinatissimo di Calouste Sarkis Gulbenkian, imprenditore e filantropo armeno che tra il 1907 e il 1921 acquisì diciannove opere di Guardi.
A differenza delle certezze geometriche e prospettiche di Canaletto, le vedute di Guardi esposte a Venezia (tutte databili tra il 1770 e il 1790) rivelano una città diversa: edifici corrosi dalla luce, le strutture sembrano vibrare sotto pennellate rapide e allusive, prospettive elastiche con una pittura “tremolante” che sembra anticipare le tensioni del Romanticismo e il declino di una civiltà.
Il percorso espositivo offre una carrellata di momenti iconici della vita veneziana: le Feste d’Acqua, le regate, le curiosità e la terraferma.
Tra questi spiccano i fogli acquerellati dedicati a Il Gran Teatro La Fenice e i due fogli acquarellati dedicati a Le nozze del duca di Polignac.
