Esistono frammenti della Venezia di Carlo Scarpa rimasti per decenni custoditi in archivi privati o falegnamerie storiche. Dal 13 marzo al 30 aprile, quegli studi e quegli arredi tornano alla luce con la mostra “Carlo Scarpa – Tre progetti veneziani”, ospitata negli spazi di L’Era gallery (Fondamenta dell’Arzere, Dorsoduro 2324/A).
L’esposizione è il coronamento di una ricerca ventennale e si concentra su tre spazi dell’abitare che raccontano l’evoluzione dell’architetto veneziano tra gli anni ’40 e il dopoguerra: Casa Pelizzari, Casa Bellotto e Casa Vianello.
Il percorso espositivo mette a nudo la meticolosità di Scarpa per il dettaglio e la sua simbiosi con le maestranze locali. In Casa Pelizzari (1942-45), il visitatore può scoprire circa trenta disegni progettuali provenienti dall’archivio della celebre falegnameria Capovilla.
Di Casa Bellotto (1945-47) sono invece esposti, oltre a foto d’epoca e studi, alcuni arredi originali prestati dalla famiglia Bellotto.
Particolare attenzione merita la sezione dedicata a Casa Vianello (1951). Sebbene il rinnovo sia rimasto solo sulla carta, i documenti esposti rivelano i cardini della poetica scarpiana: il dialogo intimo tra interni ed esterni attraverso la finestra asimmetrica, la loggia ad angolo e lo studio minuzioso della copertura.
