Il comparto dei molluschi bivalvi, in particolare tra Chioggia e Venezia, affronta una paralisi dovuta a granchio blu, mucillagini e shock termici. Per questo la Regione Veneto ha approvato un documento indirizzato ai Ministeri competenti per affrontare la crisi del settore. La situazione è stata analizzata nel corso di un incontro cui hanno preso parte il vicepresidente Lucas Pavanetto, l’assessore Valeria Mantovan, il prefetto di Venezia Darco Pellos, il vicecomandante della Direzione Marittima di Venezia Daniele Diguardo, i rappresentanti delle principali organizzazioni di categoria e ai consorzi di gestione, Veneto Agricoltura e consiglieri regionali.
Per il 2024 è stata riconosciuta la calamità naturale da parte del Masaf, con l’assegnazione al Veneto di 1.211.166 euro, mentre è ancora atteso il riconoscimento per il 2025.
«Il quadro è estremamente grave. Ad oggi 110 motopescherecci sono fermi da ottobre 2024. Parliamo di centinaia di famiglie e di un intero indotto che vive una paralisi produttiva da un anno e mezzo. Non siamo di fronte a una semplice flessione di mercato, ma a un vero e proprio collasso ecologico ed economico», ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca Dario Bond.
l documento approvato all’unanimità e indirizzato ai Ministeri competenti propone:
- L’istituzione di un’Authority per il ripristino della sostenibilità per coordinare gli interventi e valutare l’impatto socioeconomico delle misure ambientali.
- Indennizzi straordinari per i circa 500 operatori fermi e il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale.
- Misure di decontribuzione e un piano di arresto definitivo volontario per le draghe idrauliche.
- Il coinvolgimento dei pescatori come «sentinelle del mare» in progetti di monitoraggio remunerati.
La Regione Veneto ha già stanziato risorse proprie (tra cui 570.000 euro per i fondali e fondi per il contrasto al granchio blu), ma preme per una regia nazionale. «Abbiamo fatto e continueremo a fare la nostra parte – ha ribadito l’assessore – ma la dimensione della crisi richiede un salto di scala».
Il Veneto punta a una governance capace di salvare il reddito degli operatori: «Il messaggio che esce dal Tavolo di ieri sera – ha concluso Bond – è chiaro: il Veneto non lascia soli i suoi pescatori. Lavoreremo in modo compatto e unitario per restituire prospettiva, reddito e dignità a un settore che è economia, identità e presidio del nostro mare».
