Sono una lavoratrice del settore privato, da cinque anni a tempo indeterminato. Ho tre figli. Ho diritto al Bonus Mamme?
La risposta al quesito della nostra lettrice è negativa. Andiamo per ordine. La coda di questo 2025 porta con sé una nuova misura di sostegno dedicata alle lavoratrici con figli: il Bonus Mamme 2025. Il bonus prevede un contributo di 40 euro al mese, fino a un massimo di 480 euro, alle lavoratrici che rispettano determinati requisiti familiari, occupazionali e reddituali. Le domande vanno presentate all’InpsS entro il 9 dicembre, l’erogazione avverrà entro la fine dell’anno.
Il contributo è rivolto alle madri lavoratrici, sia dipendenti (pubbliche o private) che autonome o iscritte alla Gestione Separata Inps. Sono escluse le lavoratrici domestiche e, aspetto importante, le madri con tre o più figli e un contratto a tempo indeterminato, come appunto la nostra lettrice. Questa tipologia di lavoratrici può infatti già contare sull’esonero contributivo introdotto con la legge di bilancio 2024 e in vigore fino a fine 2026.
Al di là della situazione occupazionale, per accedere al bonus, è necessario avere almeno due figli, compresi quelli adottati o in affido pre-adottivo, e il figlio più piccolo deve avere meno di dieci anni. In alternativa, possono fare domanda anche le madri con tre o più figli, a condizione che il più piccolo non abbia ancora compiuto 18 anni (escluse però le titolari di contratti a tempo indeterminato). È previsto infine un limite reddituale: il reddito complessivo derivante da lavoro, per tutto il 2025, non deve superare i 40.000 euro. Il Bonus Mamme 2025 viene calcolato per ogni mese in cui la madre ha svolto attività lavorativa nel corso dell’anno, ma sarà erogato in un’unica soluzione. Il contributo è esente da tasse, non concorre al reddito imponibile e non influisce sull’Isee.
Per maggiori informazioni sul Bonus Mamme è possibile consultare il sito www.aclivenezia.it.
Cristian Rosteghin, Caf Acli Venezia
Informazione redazionale a cura di Caf Acli Venezia

