Attive ufficialmente dallo scorso primo luglio, le Case della Comunità sono il principale pilastro della riforma delle cure territoriali, una delle più importanti degli ultimi anni in campo sanitario. Ma quanto sono davvero operative? E come funzionano? Riusciranno a soddisfare i bisogni di salute dei cittadini? Insomma: saranno solo mattoni o riempite anche di camici?
Queste le domande a cui si cercherà di rispondere nell’edizione 2026 di Venezia in Salute-#VIS2026 che, dopo la trasferta a Jesolo nel 2025, torna a Mestre: la manifestazione, organizzata dall’OMCeO veneziano con il suo braccio operativo culturale, la Fondazione Ars Medica, e patrocinata da diversi enti e Ordini professionali, è in programma nell’intera giornata di sabato 26 settembre nell’area del Centro Culturale Candiani.
“Camici & mattoni 2. Dal cantiere alla cura: il futuro della sanità nel territorio” il tema scelto per questa edizione numero 16 di VIS che è il naturale prolungamento di quella realizzata 2 anni fa, sempre a Mestre, in Piazza Ferretto.
«Le Case della Comunità – sottolinea il presidente dell’OMCeO veneziano e vice nazionale Giovanni Leoni – sono un tema strategico per la professione e di strettissima attualità. Quando ne abbiamo parlato 2 anni fa, molto era ancora sulla carta. Il 2026 rappresenta il passaggio dalla fase prevalentemente edilizia del PNRR alla fase organizzativa e assistenziale. La questione centrale diventa ora quanto le Case della Comunità riusciranno effettivamente a integrare professionisti e servizi e a diventare il punto ordinario di accesso alla sanità territoriale».
«Le case della comunità oggi – aggiunge Gabriele Gasparini, presidente della Fondazione Ars Medica – si sono effettivamente materializzate con una velocità notevole, sono quasi tutte esistenti, 13 nell’Ulss 3 Serenissima e 6 nell’Ulss 4 Veneto Orientale. Contemporaneamente è stato attivato il numero 116117, servizio presente da anni in molti Paesi europei. La maggioranza dei cittadini, però, le usa poco, non sa come accederci e fa difficoltà a collocarle fra medici di famiglia e ospedale. Ancora oggi il cittadino quando ha una necessità di salute va al Pronto Soccorso, in modo proprio e improprio, attendendo spesso ore».
Due i momenti principali della manifestazione: il convegno scientifico la mattina, nella sala conferenze al quarto piano del Centro Culturale Candiani, aperto anche alla cittadinanza e accreditato per tutte le professioni sanitarie, per fare il punto sullo stato dell’arte delle Case della Comunità con tutti i protagonisti della riforma.
Al tavolo dei relatori siederanno tra gli altri, oltre ai presidenti Leoni e Gasparini, anche Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, e i direttori dei Servizi Socio-Sanitari delle due aziende sanitarie veneziane Antonio Maritati e Eddi Frezza.
A partire dalle 11 e fino alle 18, invece, la vera anima viva dell’iniziativa: l’incontro in Piazzale Candiani tra i cittadini e le realtà sanitarie attive sul territorio della Città Metropolitana lagunare con il palco e i 10 gazebi allestiti per ospitare Ordini, enti e associazioni che illustreranno alla popolazione progetti locali e buone pratiche di salute.
