Dal 5 al 27 settembre, gli storici spazi di Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, ospitano “Tutte le creature abitano il confine”, mostra bi-personale che unisce le visioni di Henri Beaufour e Chiara Calore. L’esposizione, curata da Luca Berta e Francesca Giubilei, si configura come una profonda conversazione visiva e concettuale tra due artisti di generazioni differenti. Il progetto espositivo nasce originariamente dall’idea di esplorare le profonde convergenze nel lavoro dei due autori accomunati, pur nella diversità formale e tecnica dei loro linguaggi, da un’instabilità di fondo dei soggetti indagati, costantemente in bilico verso una fase metamorfica. Al primo piano di Palazzetto Tito, il percorso espositivo guida il pubblico attraverso un continuo confronto tra opposti. Le immagini ne alterano i confini, rendendoli sempre più incerti e aprendo uno spazio sospeso, difficile da interpretare.

La mostra assume un’ulteriore e toccante importanza alla luce delle recenti e drammatiche circostanze che hanno visto la prematura scomparsa di Henri Beaufour, avvenuta nel novembre del 2025, proprio mentre questo dialogo artistico muoveva le sue prime battute. Questo tragico evento avrebbe potuto interrompere l’intero progetto espositivo, invece ha consentito di svelarne il nucleo più profondo. Entrambi gli artisti, infatti, hanno sempre puntato lo sguardo con insistenza e rigore sul tema della morte, incorporando la consapevolezza della mortalità nel loro stesso modo di concepire l’arte. Oggi Henri Beaufour è assente, ma le sue opere parlano con una voce resa ancora più chiara e incisiva da questa assenza. E adesso tocca a Chiara Calore a prendere la parola, plasmando il suo immaginario in risposta a questo filo dialogico.
