Trasformare vecchi computer in una risorsa economica, ambientale e sociale. È questa la sfida vinta da Alberto Mason, originario di Mira, classe 2003, che attraverso il progetto “Officina informatica Mira” ha generato, tra il 2020 e il 2025, un valore economico complessivo stimato tra i 193.645 e i 217.045 euro, contribuendo contemporaneamente a evitare l’emissione di 150-300 tonnellate di CO₂, lo smaltimento di 6-10 tonnellate di rifiuti elettronici e il consumo virtuale di 10-15 milioni di litri d’acqua.
Numeri significativi, raccolti nello studio “Tecnologia del dono e circolarità del valore”, con cui Mason ha misurato i risultati di cinque anni di volontariato tecnologico da lui messo in campo. Un’operazione realizzata con appena 4.845 euro di spese dirette, grazie a 8.400 ore di lavoro volontario, valorizzate economicamente in 168mila euro. A queste si aggiunge un beneficio ambientale monetizzato tra i 20.800 e i 44.200 euro. Tutto ha avuto inizio nel novembre 2020, in piena fase pandemica, quando Mason, allora diciassettenne, ha deciso di recuperare computer destinati alla dismissione per donarli a chi non può permetterseli.
Da un laboratorio ricavato in casa è nata così una rete solidale che oggi coinvolge 155 donatori, tra privati, aziende e organizzazioni del terzo settore. Nell’arco dei cinque anni di attività del giovane sono stati raccolti circa 800 dispositivi, tra desktop e notebook, e oltre 500 sono stati rigenerati e distribuiti gratuitamente a 70 enti beneficiari.
Le apparecchiature, sottoposte a manutenzione, aggiornamento e cancellazione sicura dei dati, sono tornate operative in scuole, associazioni, realtà sociosanitarie e progetti di cooperazione internazionale. Un impatto virtuoso che supera i confini del Veneto, raggiungendo anche Mozambico, Etiopia, Tanzania, Madagascar e altri Paesi. Secondo lo studio, i beneficiari diretti stimati sono 1.800, mentre quelli indiretti superano quota 30mila. A confermare l’utilità dell’iniziativa è un’indagine condotta su 37 enti: il 100% dichiara un miglioramento nell’accesso alle tecnologie, il 94,6% registra una maggiore efficienza organizzativa e il 78,3% ha potuto avviare nuove attività, dai laboratori informatici al doposcuola, fino ai servizi digitali.
Non manca poi la dimensione educativa: 28 gli eventi formativi organizzati, 170 ore le ore di attività e più di 388 i partecipanti, prevalentemente giovani tra i 12 e i 18 anni. Un impegno che ha portato Alberto Mason anche sul palco del TEDx Venezia e che gli è valso riconoscimenti istituzionali, tra cui quelli del Comune di Mira e di Avis Provinciale Venezia. La sfida futura? Consolidare una squadra stabile e ampliare gli spazi operativi, superando la dipendenza dall’impegno di un solo volontario. Il risultato, intanto, dimostra come ciò che viene considerato un rifiuto di cui liberarsi per fare spazio in casa, possa in verità trasformarsi in una risorsa capace di produrre risparmio, ridurre l’impatto ambientale e creare nuove opportunità per migliaia di persone. (GV)
