Diminuiscono gli incidenti stradali, i feriti e, seppure di una sola unità, anche le vittime lungo le strade della provincia di Venezia. È quanto emerge dal Rapporto ACI-Istat sull’incidentalità stradale nelle 107 province italiane, relativo al 2025.
Nel Veneziano gli incidenti sono passati dai 2.336 del 2024 ai 2.319 del 2025, mentre i feriti sono scesi da 3.223 a 3.065, con una riduzione di 158 persone. Più contenuto il calo delle vittime, passate da 48 a 47. Numeri che confermano un miglioramento complessivo, ma che richiamano anche la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza stradale.
Venezia è il Comune con il maggior numero di vittime (11), seguito da Jesolo (6) e Portogruaro (5), territori interessati anche da importanti flussi di traffico turistico verso le località balneari. Il capoluogo registra inoltre il maggior numero di incidenti, mentre Teglio Veneto è il Comune con il dato più basso.
La distribuzione degli incidenti mortali evidenzia la pericolosità sia della viabilità urbana sia delle principali arterie extraurbane. Gli scontri frontali e laterali sono quelli che hanno provocato il maggior numero di decessi, ben 21. Particolarmente significativo anche il dato relativo agli utenti più vulnerabili della strada: nel 2025 hanno perso la vita sette pedoni investiti da veicoli.
Tra le principali cause degli incidenti mortali figura la distrazione alla guida, legata anche all’utilizzo del telefono cellulare, seguita dalla velocità eccessiva e dal mancato rispetto della segnaletica stradale.
L’analisi delle fasce orarie individua nel pomeriggio il momento di maggiore rischio: tra le 14 e le 17 si sono verificati 16 incidenti mortali, seguito dalla fascia compresa tra le 18 e le 20. Il fine settimana si conferma inoltre un periodo particolarmente critico per i giovani tra i 18 e i 29 anni, sebbene il numero delle vittime in questa fascia d’età risulti in diminuzione rispetto al passato.
«Anche se di un solo decesso rispetto al 2024, la diminuzione delle vittime è un segnale che va nella direzione dell’obiettivo europeo di dimezzare il numero dei morti sulle strade rispetto al 2019 – sottolinea Giorgio Capuis, presidente di ACI Venezia –. Sono risultati che dimostrano come l’impegno per la sicurezza stradale possa fare la differenza e, soprattutto, salvare vite umane. Dobbiamo proseguire con determinazione su questa strada, rafforzando gli investimenti nella prevenzione e nell’educazione delle nuove generazioni. Perché la sicurezza stradale non è soltanto una questione di controlli, sanzioni e tecnologia. È, prima di tutto, una questione di cultura, di rispetto e di civiltà. Rispettare le regole significa rispettare la vita. La propria e quella degli altri».
Per ACI Venezia, i dati del 2025 rappresentano dunque un incoraggiamento a proseguire nelle attività di sensibilizzazione e di educazione stradale, con particolare attenzione ai giovani, agli utenti più vulnerabili e ai comportamenti a rischio. Perché anche una sola vittima in meno è un risultato importante, ma 47 vite spezzate sulle strade della provincia restano un bilancio che non può lasciare indifferenti.
