È stata installata al Museo del Vetro di Murano “Anghiari”, opera di Marco Toso Borella inserita nella mostra “BABEL”, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e visitabile fino al 30 marzo 2027.
L’opera misura 170 per 70 centimetri ed è realizzata in vetro di Murano attraverso la tecnica del graffito su foglia d’oro, sviluppata dall’artista a partire dalla tradizione della famiglia Toso Borella. La lavorazione prevede l’incisione manuale della foglia d’oro, la sovrapposizione di strati di vetro e l’utilizzo di interventi pittorici policromi a diversi livelli.
“Anghiari” prende spunto dalla Battaglia di Anghiari, opera perduta di Leonardo da Vinci realizzata per Palazzo Vecchio a Firenze. Borella ha iniziato a studiare il dipinto e i suoi bozzetti superstiti durante l’adolescenza e a 17 anni ne aveva realizzato una prima ricostruzione grafica. L’opera attuale riprende quella ricerca e associa alla rappresentazione rinascimentale elementi legati alla contemporaneità.

Nella composizione compaiono riferimenti alla guerra, insieme a smartphone, droni, simboli dei social network e all’Intelligenza Artificiale. Sono presenti inoltre richiami alla Torre di Babele e alle Twin Towers.
L’opera fa parte della collezione “BABEL”, dedicata al rapporto tra uomo e Intelligenza Artificiale e alla relazione tra dimensione reale e virtuale.
Borella sostiene l’ipotesi che la Battaglia di Anghiari non sia stata distrutta, ma possa trovarsi ancora all’interno di Palazzo Vecchio, sotto l’affresco di Giorgio Vasari. Secondo l’artista, la scritta “Cerca trova” presente nell’affresco potrebbe essere un riferimento alla presenza dell’opera leonardesca. Questa interpretazione non è accertata.
Sabato 12 settembre l’artista sarà presente al Museo del Vetro per illustrare l’opera ai visitatori.
Marco Toso Borella lavora da oltre quarant’anni nel settore del vetro artistico muranese. È inoltre fondatore e direttore della Big Vocal Orchestra, formazione corale veneziana composta da oltre 300 elementi.
A Murano alcune sue opere sono conservate nella collezione permanente del Museo del Vetro e nella Basilica di San Donato. La tecnica da lui sviluppata, denominata “Murano Glass Gold Graffito 3D”, deriva dal graffito su foglia d’oro e combina incisione, stratificazione del vetro e pittura su più livelli per ottenere effetti di profondità.
Anghiari, nuova opera di Marco Toso Borella al Museo del vetro di Murano
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