Nel Comune di Venezia il tema casa accende lo scontro politico e sociale: fra alloggi Erp sfitti, posti letto destinati ai turisti che hanno surclassato i residenti in centro storico (48mila scarsi), un mercato privato sempre più inaccessibile anche a Mestre e Marghera, ci si chiede come invertire la rotta, come far sì che i proprietari tornino ad affittare a veneziani, studenti, lavoratori in trasferta.
Le principali sigle della proprietà edilizia (Confedilizia, Uppi-Unione piccoli proprietari immobiliari, Asppi-Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) e i sindacati degli inquilini (Sunia-Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari, Sicet-Sindacato Inquilini Casa e Territorio, Uniat- Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio, Unione Inquilini) hanno firmato un nuovo Protocollo Integrativo dell’Accordo Territoriale per il Comune di Venezia, ufficialmente in vigore da martedì 1° settembre.
Si aggiorna così l’accordo del 2018 e si dà una «svolta nel mercato degli affitti comunali» secondo Sicet Cisl (Sindacato inquilini casa e territorio), capace di coniugare transizione ecologica, attrattività per i professionisti e tutele sociali. Uno strumento, in altre parole, per tenere insieme le esigenze dei proprietari nell’avere un rendimento congruo e degli inquilini, che hanno bisogno di un tetto sopra la testa.
Tra i pilastri della riforma, entrata in vigore l’1 settembre, la riqualificazione energetica: se un proprietario interviene installando il fotovoltaico o colonnine di rifornimento per le auto elettriche otterrà un bonus sul conteggio del canone, fino al 15% in più per le classi energetiche A e B; di contro si prevedono riduzioni fino al 10% per gli alloggi meno efficienti o con scarsa manutenzione (F e G). Si introduce il principio, insomma, che investire conviene: «L’Attestazione di prestazione energetica – spiega Alessandro Baracco, coordinatore regionale di Uniat, l’Unione nazionale degli inquilini – prima prevedeva incentivi del 10% per le classi più alte, ora è a 15». Il nuovo testo estende inoltre l’accesso al contratto transitorio a liberi professionisti, lavoratori autonomi e in smartworking, purché adeguatamente documentata e con residenza in Comuni non confinanti con Venezia.
E a proposito della città d’acqua, fra San Marco e Dorsoduro est i valori massimi al metro quadro saranno abbassati del 20% per gli immobili inferiori ai 2 metri e mezzo di altezza e per le ubicazioni al pianterreno, al di sotto di 1,10 metri sul livello del mare, che non hanno fatto interventi contro l’acqua alta. I locatori che elimineranno le barriere architettoniche, favorendo l’inclusione sociale di persone fragili e a ridotta capacità motoria, infine, avranno degli sgravi fiscali.
«Questi accordi – riassume la segretaria regionale Sicet con delega a Venezia, Victoria Pistol – danno accesso alla cedolare secca al 10% e alla riduzione del 25% dell’imponibile Imu. L’obiettivo è favorire l’accesso alla casa calmierando i prezzi del libero mercato». Ma il panorama non è incoraggiante: «Abbiamo lavorato bene e in sinergia – riflette Ivana De Rossi, segretaria generale di Sunia Cgil (Sindacato degli inquilini assegnatari) – ma non ci sono case, la situazione è spaventosa. Seguo personalmente, giorno e notte, decine di famiglie che rischiano di finire in strada, nei 44 comuni della Città metropolitana». Da qui la richiesta, sottoscritta da tutte le associazioni: «Un maggior confronto con l’amministrazione comunale sul tema casa e locazioni turistiche – avverte Valerio Lastrucci, segretario provinciale Uppi Venezia (Unione piccoli proprietari immobiliari) – e massima trasparenza sullo stato del patrimonio abitativo pubblico».
La neo assessora Ermelinda Damiano ci mette la faccia: «La presenza del Comune di Venezia testimonia l’attenzione dell’amministrazione verso un tema centrale come quello dell’abitare e la volontà di continuare a lavorare insieme». In poco più di otto mesi, ha spiegato Damiano, si sono rivolti all’Agenzia dell’Abitare 280 cittadini: il progetto offre consulenza e assistenza gratuita a persone in stato di emergenza abitativa con 89 posti letto complessivi. Il nuovo protocollo integrativo è disponibile sul sito del Comune di Venezia.
Anna Maselli
