La tradizione è forte. Resiste ai motori, all’overtourism, all’omologazione.
E’ ancora Regata Storica. La grande festa della città regina delle acque, dominatrice in Adriatico e padrona delle sue lagune. Una giornata di festa e sport del remo ai massimi livelli. Con i grandi campioni, le donne, i giovanissimi e i campioni del futuro. Per un giorno Canal Grande restituito ai remi, lontano dal frastuono di motoscafi e battelli carichi di turisti, senza moto ondoso e carico di colori. Non è una festa per i visitatori, la Regata.
Ma un giorno speciale, in cui il popolo del remo si riprende l’acqua.
Saranno centinaia domenica pomeriggio gli atleti e gli appassionati ai remi. Il gran finale, culmine di una stagione, sarà come sempre la sfida dei gondolini a due remi, barche leggerissime alte pochi centimetri dall’acqua. La “formula uno” del remo, la chiamano. Per “guidarle” ci vuole esperienza e tecnica.
Nel passato erano le grandi famiglie dei Fongher, dei Crea e dei Ciaci e Vignotto a dettar legge. Oggi resistono i vecchi leoni come Ivo Redolfi Tezzat, poppiere muranese, tra pochi mesi ne compirà 62, ancora in cerca di primati dopo sette bandiere rosse vinte con il grande SuperD’Este. C’è anche Andrea Bertoldini, veterano della voga, originario di Pellestrina. Sono quasi tra i veterani i giovani fratelli Colombi, Jacopo e Mattia, che hanno vinto tanto e quest’anno anche il Palio delle Repubbliche marinare con il galeone a Pisa. Ci sono Matteo Zaniol e Nicolò Trabuio, sorprese del 2023 e vincitori di due Storiche.
Ma ci sono soprattutto tante facce nuove. Coppie rivelazione come Samuele Smerghetto e Alessandro Nardin da Sant’Erasmo, Nicolò Callegari e Gianluca Rinaldin. Simone Costantini e Gabriele Lazzarini, Cristiano Vianello e Raffaele Barbieri. Una grande sfida tutta da vedere. Almeno cinque barche, dicono gli esperti, sono da primo posto.
Poi ci sono le donne. Le campionesse uscenti Debora Scarpa e Silvia Bon, le sfidanti Valentina Tosi e Giorgia Ragazzi da Murano, Luisella Schiavon e sua figlia Lara da Sant’Erasmo, Elena Almansi, Magda Tagliapietra. Battaglia aperta anche qui. Poi le caorline, le barche da lavoro e da trasporto rimaste uguali a com’erano nel Seicento. Sei remi di potenza, spettacolo e colori. I giovanissimi e le giovanissime, e poi i piccoli delle schie e maciarele. Vivaio inventato da Giovanni Giusto, che fornisce campioni dalle scuole delle remiere alla Storica.
La grande regata si aprirà alle 15.30 con il corteo storico in costume. Le bissone e la Serenissima, restaurate da pochi anni, le gondole con i dignitari, il doge e Caterina Cornaro, la regina di Cipro. E poi la sfilata delle società remiere, con l’orgoglio delle società che hanno fatto la storia, barche splendide e uniche al mondo come la disdotona della Querini, gondoloni, sandoli, mascarete, pupparini e caorline. La sfida dei galeoni tra Università. Si potranno vedere dalle rive, dalle barche, in tivù in diretta Rai con il Tg2 a partire dalle 17. Un tripudio di Venezianità che non è ancora destinato al museo.
Alberto Vitucci
