Arrivano buone notizie per i possessori di autovetture a gasolio di classe Euro 5 in vista del prossimo autunno. L’amministrazione regionale guidata da Alberto Stefani ha predisposto un programma d’azione volto a rimuovere il divieto strutturale che, a partire dal primo ottobre 2026, avrebbe impedito la circolazione a una fetta consistente del parco auto circolante. L’intento principale di Palazzo Balbi è contemperare le direttive comunitarie in materia di riduzione delle emissioni inquinanti con la tutela del potere d’acquisto dei nuclei familiari, evitando di imporre oneri finanziari sproporzionati in un contesto economico particolarmente delicato. La misura restrittiva originaria, focalizzata sui mezzi immatricolati tra il 2009 e il 2015 nel Bacino Padano, lascia dunque spazio a una strategia fondata su correttivi alternativi.
Per compensare i benefici ambientali derivanti dal mancato stop ai motori, l’ente regionale ha pianificato tre linee d’intervento principali: la limitazione severa degli impianti termici alimentati a biomassa durante le allerte per le polveri sottili (Pm10), l’introduzione del lavoro agile obbligatorio per il comparto pubblico in coincidenza con i picchi di smog e la pulizia meccanizzata straordinaria del manto stradale per catturare lo pulviscolo atmosferico. Tali azioni saranno affiancate da sussidi mirati, tra cui uno stanziamento di tre milioni di euro per convertire i veicoli in modalità “dual fuel” e l’attivazione, dal 2027, del controllo chilometrico “Move-in”. Complessivamente, la revoca del provvedimento salvaguarda circa 325.000 automobili sul territorio veneto, di cui circa 37.000 concentrate nei centri urbani maggiori come Venezia, Padova, Verona e Vicenza.
Sulla decisione interviene con favore il presidente di ACI Venezia, Giorgio Capuis, il quale esprime pieno gradimento per un indirizzo politico guidato da pragmatismo e tutela sociale. Evitare l’interdizione alla circolazione per i veicoli Euro 5 significa proteggere decine di migliaia di cittadini che utilizzano mezzi efficienti per le proprie esigenze quotidiane di studio e lavoro, scongiurando sanzioni sproporzionate. L’associazione sottolinea come l’approccio corretto debba concentrarsi sui mezzi più vetusti e inquinanti, ricordando la disponibilità a collaborare con le istituzioni su strumenti di sostegno quali il noleggio sociale a lungo termine per le famiglie con ISEE inferiore a 30.000 euro.
