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GENTE VENETA | GVNews

Sabato, 21 Gennaio 2017

Mestre, sostituita una valvola del cuore. Ma il percorso per arrivarci è inusuale


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a valvola difettosa nel cuore raggiunta per un percorso lungo ed inusuale, e sostituita con successo: è accaduto all’Ospedale dell’Angelo dove le équipe congiunte di Cardiochirurgia e di Emodinamica hanno operato secondo una procedura utilizzata fin qui in pochissimi casi in Italia.

“Il dato di partenza – spiega il Primario di Cardiochirurgia dell’Angelo, Domenico Mangino – era la necessità di sostituire la valvola mitralica artificiale posizionata, già otto anni fa, nel cuore del paziente, tra l’atrio e il ventricolo sinistro. Colpita da un’infezione, propriamente da un’endocardite, la valvola era in pratica distrutta. Ci si prospettava un intervento complesso: avremmo dovuto intervenire chirurgicamente dal torace del paziente, entrare nel cuore praticando un piccolo taglio nel vertice basso del ventricolo sinistro, per poi risalire attraverso il ventricolo verso la valvola e sostituirla. Sulla nostra strada, però, si frapponeva un bypass già in precedenza installato a ridosso del cuore. Non restava che cercare una tecnica e un percorso alternativo. Dovevamo arrivare al cuore ‘in emodinamica’, cioè utilizzando sottilissimi cateteri spinti e guidati attraverso vene e arterie. Quanto al percorso, abbiamo deciso di seguire, come via di ingresso al cuore, dapprima la vena femorale, partendo dall’inguine, e poi la vena cava inferiore; percorrendole entrambe potevamo spingerci con il catetere fino all’interno del cuore, entrandovi là dove entra la vena cava, nell’atrio destro”.

Al dottor Giuseppe Grassi e al dottor Francesco Caprioglio, emodinamisti, ed alla dottoressa Renier, cardiochirurgo, è stato affidato il compito di arrivare al cuore: “Il catetere è stato infilato nella vena femorale all’altezza dell’inguine – spiega il dottor Giuseppe Grassi – ed ha seguito il percorso sino ad entrare nel cuore. La punta del catetere si è ritrovata quindi dentro all’organo cardiaco, nell’atrio destro. Dovevamo passare nell’altra metà del cuore, e un primo catetere ha dunque praticato un foro nella parete tra atrio destro e atrio sinistro. Aperto il varco, un secondo catetere, attraverso lo stesso lungo percorso, ha portato nel cuore la nuova valvola, è entrato dall’atrio destro, si è infilato nel foro appena praticato, ed è giunto infine all’atrio sinistro, là dove stava la valvola distrutta”.

La nuova valvola è stata impiantata sulla precedente, ripristinandone la funzionalità, secondo la tecnica della “valve in valve”, (“valvola dentro valvola”).
Per tre volte gli specialisti hanno percorso la vena cava del paziente, per arrivare al cuore, praticare il passaggio tra i due “atri”, portare in sede la nuova valvola e infine impiantarla. Durante tutto l’intervento il cardioanestesista, il dottor De Cosmo, ha guidato i colleghi, seguendo tutti i passaggi con l’ecocardiografia live.

La procedura utilizzata durante l’intervento richiede il massimo della specializzazione e il massimo dell’integrazione: messa in atto solo poche decine di volte nei migliori Ospedali degli Stati Uniti ed europei, in Italia è alle primissime applicazioni. “All’Ospedale dell’Angelo – spiega il Direttore Generale dell’Ulss 3 Serenissima, Giuseppe Dal Ben – le équipe di Cardiochirurgia e di Emodinamica operano costantemente affiancate, in particolare in questi interventi complessi. Professionalità, sinergia e collaborazione tra le équipe sono il tratto distintivo di un Ospedale che ribadisce il livello raggiunto ogni volta che si presenta una sfida di eccellenza”.
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